Rinoceronti: corni trasformati in gioielli per eludere le frontiere

Il bracconaggio affina la sue armi per eludere i controlli da parte degli organi di polizia. È questo l’ultimo triste dato che proviene dall’Africa, continente affetto dalla piaga della caccia illegale e dall’uccisione di animali in via d’estinzione. E i protagonisti sono di nuovo i rinoceronti, il cui corno viene venduto a prezzi stratosferici sui mercati asiatici, più dell’oro. A quanto sembra, la criminalità organizzata avrebbe deciso di trasformare il prezioso elemento in gioielli, affinché si possano superare senza troppi intoppi le frontiere.

La notizia giunge dall’organizzazione di monitoraggio Traffic, così come conferma BBC News: i bracconieri si sarebbero organizzati per trasformare il corno di rinoceronte nelle ore immediatamente successive alla morte dell’animale, per creare gioielli e altri monili di piccole dimensioni, facili da nascondere. I trafficanti si dirigono quindi in aeroporto indossando collane e braccialetti, facilmente confondibili con altri materiali, e supererebbero così indenni i controlli alle frontiere. Così ha spiegato Julian Rademeyer, portavoce proprio di Traffic:

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È davvero preoccupante. Perché se qualcuno si dirige in aeroporto indossando una collana fatta di corno di rinoceronte, nessuno li fermerà. La polizia cerca dei pezzi di corno oppure un esemplare intero.

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Più di 7.100 rinoceronti sono stati uccisi in Africa dal 2007 a oggi, mentre 25.000 sono gli animali rimasti, in costante pericolo di estinzione. Alcune specie, come il rinoceronte bianco settentrionale, contano pochissimi esemplari e le possibilità di riproduzione rimangono estremamente remote. Questi grandi animali vengono uccisi perché, per la medicina tradizionale cinese, il corno risulterebbe un rimedio potentissimo per la cura di molti disturbi fisici, tra cui i deficit d’erezione. La richiesta è divenuta così elevata che, a oggi, un grammo della polvere di questo materiale può costare più dell’oro e dei maggiori stupefacenti. Diverse campagne di sensibilizzazione sono state avviate in Cina, per informare i consumatori sull’assenza di effetti benefici dall’assunzione di quel che è sostanzialmente cheratina, ma la domanda non ha subito battute d’arresto.

18 settembre 2017
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luigi, mercoledì 20 settembre 2017 alle11:53 ha scritto: rispondi »

se si coinvolgesse la popolazione ,e fargli capire che distruggendo i rinoceronti distruggono il loro futuro .perche' non ci sara' piu' turismo ,e la loro economia ne risente pesantemente .magari cosi si convincono .e magari ai bracconieri gli si da un sussidio ,x invogliargli ,a non uccidere i rinoceronti

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