Quella per la salvezza dei rinoceronti bianchi settentrionali è una vera e propria corsa contro il tempo. Con la morte di Nola qualche mese fa, l’ultima rappresentante fertile rimasta, sono solo tre gli esemplari oggi esistenti in tutto il mondo. E mentre si affievoliscono le speranze, la scienza sta facendo il possibile per sviluppare tecnologie avanzate di fecondazione in vitro. Quali prospettive attendono questa specie in via d’estinzione?

Gli ultimi tre rinoceronti bianchi settentrionali sono accuditi presso le strutture della Ol Pejeta Conservancy, in Kenya. Controllati 24 ore su 24 da apposite guardie, per scongiurare i rischi del bracconaggio, di questi rinoceronti rimangono solo due femmine, Najin e Fatu, e un maschio, Sudan. Negli ultimi giorni Zachary Mutai e Stephen Ngulu, rispettivamente a capo e veterinario del rifugio, hanno spiegato la disperata lotta per la sopravvivenza di questa specie.

I rinoceronti bianchi settentrionali sono stati decimati nel corso dell’ultimo secolo da bracconieri senza scrupolo, pronti a ucciderli per il prezioso corno, rivenduto poi sui mercati illegali soprattutto dell’Asia. I tre esemplari, trasferiti nel 2009 dalla Repubblica Ceca al Kenya, sono continuamente monitorati a vista proprio per questo motivo, ma nonostante questo le speranze di un prosieguo della specie rimangono oggi abbastanza remote. L’ultima femmina fertile, ospitata presso lo zoo di San Diego, è purtroppo deceduta qualche mese fa a seguito di una ripetuta infezione, sebbene i suoi ovuli siano stati congelati per un possibile utilizzo futuro. Una prospettiva di salvezza potrebbe infatti giungere dalla fecondazione in vitro, sebbene al momento la strada da percorrere parrebbe molto lunga. Così ha spiegato Thomas Hildebrant, del Leibniz Institute for Zoo and Wildlife Research, in una recente intervista:

Se non agiamo subito il rinoceronte bianco settentrionale si estinguerà. E non dimentichiamo come, una volta sviluppata la fecondazione in vitro e le tecnologie sulle cellule staminali, potrebbero utilizzarle anche per salvare altre specie a rischio.

Purtroppo, però, sul fronte dei rinoceronti al momento non vi sono notizie di successo, così come spiega Susie Ellis dell’International Rhino Foundation:

Nessuno ha mai usato la fecondazione in vitro con successo per qualsiasi specie di rinoceronte. La fecondazione in vitro richiede specifiche condizioni per riprodurre l’ambiente uterino e servirà molto tempo e grandi fondi per poter perfezionare la metodologia.

Qualora si trovasse una via a questa metodologia, l’ovulo fecondato verrà impiantato in un rinoceronte bianco meridionale, il parente più prossimo di quello settentrionale, e il futuro nato conserverà i tratti genetici della sua specie.

29 giugno 2016
Lascia un commento