Non si placa la piaga del bracconaggio in Africa: dopo il dimezzamento della popolazione di elefanti in Mozambico, giunge oggi una notizia sul fronte dei rinoceronti. Un esemplare in Sudafrica è sopravvissuto all’attacco dei cacciatori di frodo, nonostante il suo corno sia stato rimosso, lasciando sul corpo gravi ferite. Trovato allo stremo delle forze, l’animale è stato medicato e ora è sulla via della guarigione.

Il tutto è accaduto qualche giorno fa, quando Hope, un piccolo rinoceronte di quattro anni, è stato trovato presso la Lombardi Game Farm in condizioni drammatiche. Nelle vicinanze il corpo senza vita della madre. Secondo le ricostruzioni, i due esemplari sarebbero stati colpiti con proiettili ad alto calibro, quindi immobilizzati per la rimozione dei preziosi corni. Scovato all’incirca due giorni dopo l’accaduto, il rinoceronte – una femmina – è stato rinvenuto con una grave ferita sul muso, già infestata dai parassiti date anche le cavità nasali non più protette. Un gruppo di veterinari del gruppo “Saving The Survivors” ha quindi preso in carico l’animale, sottoponendolo a un intervento chirurgico lo scorso 18 maggio per la rimozione dei tessuti ormai morti e la ricostruzione, dove possibile, delle aree distrutte dai bracconieri. Il tutto utilizzando anche innesti in fibra di vetro, per ricostruire le parti del muso brutalmente rimosse. Così spiega dalle pagine dell’Huffington Post e dell’Associated Press il dottor German Steenkamp, uno dei medici che ha provveduto al salvataggio dell’esemplare:

Ha un lungo percorso davanti a lei. Stimiamo serva almeno un’anno prima che la ferisca guarisca completamente. Se riuscissimo a salvare Hope e potesse tornare in libertà per riprodursi, nel suo ciclo di vita avrebbe contribuito alla sopravvivenza della specie.

Come già accennato, la piaga del bracconaggio non accenna a diminuire nel continente africano. I rinoceronti bianchi settentrionali sono ormai a rischio estinzione, con solo cinque esemplari rimasti controllati giorno e notte per timore di ulteriori attacchi. La specie meridionale, più popolata, vede una costante diminuzione dei propri numeri. Secondo le statistiche raccolte da “Save The Rhinos”, 1.215 esemplari sarebbero stati uccisi nel 2014, una morte ogni otto ore. Gli animali sono sotto costante assedio poiché il loro corno è venduto a cifre più alte dell’oro sui mercati asiatici, sia per accontentare la domanda dei clienti di lusso che per rimedi popolari di salute.

27 maggio 2015
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