La città di Vancouver, in Canada, ha deciso di soddisfare il 100% del suo fabbisogno energetico ricorrendo alle fonti rinnovabili. L’ambizioso obiettivo dovrà essere raggiunto nei prossimi decenni, entro il 2030-2035.

L’annuncio è arrivato a Seul, in Corea del Sud, nell’ambito dell’ICLEI World Congress 2015, un summit sullo sviluppo sostenibile che ogni tre anni attira migliaia di rappresentanti governativi da ogni parte del mondo. Quest’anno a presenziare all’evento sono stati ben 15 mila membri dei governi locali di cui oltre 100 sindaci.

La decisione presa dall’amministrazione di Vancouver è molto importante. La città canadese, con i suoi 600 mila abitanti, rientra nelle aree urbane densamente popolate del Pianeta responsabili dell’immissione in atmosfera delle maggiori quantità di gas serra. A sottolinearlo è Park Won-Soon, sindaco di Seul:

Le città e le aree urbane sono responsabili del 70-75% delle emissioni globali di CO2 ed è lì che può attuarsi una vera azione per il clima.

Per ridurre la sua impronta di carbonio, Vancouver ha intenzione di coprire il 100% del fabbisogno interno di elettricità ricorrendo alle fonti rinnovabili. Nei prossimi 15-20 anni, la transizione energetica sostenibile della città interesserà tutti i settori. Anche i mezzi di trasporto, gli impianti di riscaldamento e i condizionatori dovranno essere alimentati da energia pulita. Andrea Reimer, vice sindaco di Vancouver, ha sottolineato che questa scelta è stata dettata da un imperativo morale, ma rappresenterà anche una grande opportunità di crescita economica per la città:

Le persone e le imprese vogliono vivere e lavorare in aree urbane pulite e verdi. Chiunque svilupperà competenze per favorire una transizione verso le energie rinnovabili dominerà il 21° secolo.

Secondo le prime previsioni Vancouver dovrebbe riuscire senza molta difficoltà a soddisfare il 100% del suo fabbisogno di elettricità ricorrendo alle fonti rinnovabili. Questo target potrà essere raggiunto nel giro di pochi anni. Conseguire l’obiettivo di trasporti 100% puliti e impianti di riscaldamento e condizionamento alimentati da energia verde richiederà invece più tempo e un processo di transizione maggiormente complesso.

Vancouver però è determinata. La città mira a cancellare la cattiva reputazione del Canada, diventando la città più verde del mondo già entro il 2020. Il Canada negli ultimi 10 anni ha fatto poco o nulla per il clima e Vancouver non vuole seguire le orme del governo nazionale.

Nel corso del summit, anche Seul, la città che ha ospitato l’evento, ha annunciato dei piani ambiziosi per ridurre le emissioni di CO2. La città, pur contando 11 milioni di abitanti e malgrado stia vivendo una grande crescita economica, non ha intenzione di mettere da parte gli obiettivi climatici.

Nei prossimi anni, l’amministrazione cittadina vuole ridurre il consumo di elettricità e aumentare la produzione di energia rinnovabile. Entro il 2018 a Seul dovrebbero essere installati 40 mila pannelli solari sui tetti delle case. La città punterà molto sulla mobilità sostenibile, cercando di ampliare il parco di auto elettriche fino a 15 mila unità. Entro il 2030, grazie a queste e ad altre misure incisive, le emissioni di CO2 cittadine dovrebbero ridursi del 40%.

Gli ambientalisti presenti al summit fanno notare che fino a qualche anno fa un’alimentazione energetica fondata al 100% su fonti rinnovabili era considerata un’utopia. Oggi diverse città hanno fissato invece un obiettivo simile per il 2020, il 2030 o il 2035: da San Diego e San Francisco in California a Sydney in Australia, a Copenaghen, in Danimarca.

Alcune città come Reykjavik in Islanda sono già riuscite a coprire il fabbisogno di elettricità e di energia per il riscaldamento con le sole fonti pulite. Non mancano anche stati virtuosi, come il Costa Rica, che quest’anno è riuscito ad alimentarsi solo con le energie rinnovabili per ben 75 giorni consecutivi.

13 aprile 2015
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