Intensificare gli sforzi per la conversione del sistema energetico, aumentando la quota di rinnovabili: è la richiesta fatta da IRENA agli Stati Uniti. Solo così, hanno avvertito i ricercatori, gli States potranno coprire la quota di energie pulite previste nella roadmap 2030.

L’Agenzia internazionale per le energie rinnovabili ha spiegato che gli Stati Uniti possiedono capacità tecnologiche e risorse necessarie per raggiungere, entro il 2030, il 27% del totale dell’energia coperta solo da fonti pulite. Il che secondo gli esperti sarebbe non solo fattibile, ma anche conveniente dal punto di vista economico.

Nel report “Renewable Energy Prospects: United States of America” appena pubblicato l’agenzia suggerisce di ritracciare la strategia per le rinnovabili: una nuova “road map” che serva a dare una spinta ulteriore alla conversione negli Stati della federazione.

Per essere efficace la Remap, secondo gli esperti, dovrebbe raddoppiare la quota di energia rinnovabile prevista per il 2030 a livello globale: se questo non dovesse succedere, la cosa nuocerebbe in particolare agli Stati Uniti che, nella situazione attuale, potrebbero arrivare appena al 10%. Adnan Z. Amin, direttore generale dell’agenzia, ha spiegato:

La possibilità di creare una nuova roadmap per il 2030, dimostra che gli Stati Uniti potrebbero installare quantità significativamente maggiori di energie rinnovabili. Anche in un Paese con lo shale gas a buon mercato, le energie rinnovabili hanno ancora costi molto competitivi: inoltre riducono l’inquinamento atmosferico, migliorano la sicurezza energetica e svolgono un ruolo di primo piano nella lotta contro i cambiamenti climatici.

Nel quadro nella nuova roadmap, per raggiungere la quota di energie rinnovabili del 27% gli Stati Uniti dovrebbero mettere sul piatto annualmente 86 miliardi di dollari da qui al 2030, pari a un incremento di 38 miliardi dollari.

Un investimento non da poco, ma che, spiega Amin, porterebbe agli States un risparmio tra i 30 e i 140 miliardi di dollari ogni anno grazie anche agli effetti positivi sul clima e sulla salute dell’uomo. Dolf Gielen, direttore dell’Innovation and Technology Center di IRENA ha detto:

Questo rapporto si aggiunge all’enorme massa di studi che mostrano quanto sia enorme il potenziale delle rinnovabili per una nazione come gli Stati Uniti. È importante sottolineare che questo potenziale delle energie rinnovabili non è solo limitato al settore energetico, ma avrà un impatto enorme anche nei settori delle costruzioni, dell’industria e dei trasporti.

Al momento la proposta non sembra aver suscitato reazioni entusiaste fra le istituzioni di Washington: a chiarire la posizione degli USA potrebbe essere l’assemblea generale dell’agenzia che si terrà la prossima settimana ad Abu Dhabi, in concomitanza con il World Future Energy Summit (WFES).

14 gennaio 2015
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