Rinnovabili, una tassa per gli impianti nelle aree protette?

Gli impianti da fonti energetiche rinnovabili situati all’interno delle aree protette potrebbero presto dover pagare una tassa agli enti gestori dei parchi naturali. L’allarme è lanciato da APER e dall’ANEV, precisando che la novità è contenuta nell’emendamento 2.0.300 al disegno di legge AS 1820 “Nuove disposizioni in materia di aree protette”, al vaglio del Senato.

Se il testo del provvedimento sarà approvato, spiegano le associazioni, i titolari degli impianti situati «nel territorio di area protetta o in aree contigue» dovranno versare ai parchi un’imposta «a titolo di contributo alle spese per il recupero ambientale e della naturalità». Un obbligo che, secondo APER e ANEV, sarebbe però già assolto in virtù di altri adempimenti previsti a carico dei produttori da fonti rinnovabili.

Il riferimento è all’articolo 12, comma 4, del decreto legislativo n. 387 del 2003, che prevede l’obbligo di ripristino del sito in condizioni analoghe allo stato originario al termine della vita utile dell’impianto, e alle Linee Guida Nazionali, che prevedono misure di mitigazione volte a minimizzare l’impatto ambientale provocato dall’impianto a fonte rinnovabile”.

Ogni altro intervento con la medesima finalità rappresenta solo il tentativo di inserire una forma di tassazione aggiuntiva – denuncia ANEV – Si tratta, insomma, di un nuovo pretesto da parte dello Stato per raggranellare quattrini da gettare nella voragine delle finanze pubbliche.

La nuova tassa, secondo le associazioni di settore, andrebbe nella direzione opposta rispetto alle indicazioni della Comunità europea, che ha chiesto esplicitamente di ridurre gli impedimenti burocratici allo sviluppo delle rinnovabili. Il rischio, conclude ANEV è che i nuovi oneri finiscano con ricadere sul consumatore, attraverso un incremento del prezzo dell’energia.

12 ottobre 2011
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