Grandi parchi eolici, edifici che sfruttano magistralmente l’illuminazione naturale, paesini che hanno raggiunto l’autosufficienza energetica: sono solo alcuni dei siti degni di una visita turistica secondo la guida all’energia rinnovabile in Germania redatta da Martin Frey.

Il progetto editoriale, intitolato “Deutschland – Erneuerbare Energien erleben”, è stato finanziato dalla DENA, l’agenzia tedesca per le energie rinnovabili. Grazie a questa pubblicazione, la sostenibilità in tutte le sue forme diventa degna di attenzione perché testimone della transizione energetica e sociale in atto: quella da una civiltà basata sui fossili a una società fondata sulle energie pulite e l’efficienza energetica.

Negli ultimi dieci anni la Germania ha triplicato la fetta di energia proveniente dalle energie pulite, che ora forniscono al Paese un quarto del suo fabbisogno di elettricità. Gli investimenti nelle fonti rinnovabili hanno portato alla creazione nel Paese di 380 mila nuovi posti di lavoro.

Anche se l’idea di una guida ai siti rinnovabili e ai paesini tedeschi più virtuosi può risultare insolita, la prima edizione ha riscosso subito un grande successo, tanto da metterne subito in cantiere una seconda, dopo aver visto esaurirsi tutte le copie in pochi giorni.

La guida contiene quasi 200 progetti verdi innovativi che vale la pena visitare e ammirare, dal primo villaggio autosufficiente della Germania, Jühnde nella Bassa Sassonia, a Ferropolis, una vecchia miniera di carbone che testimonia il declino inesorabile dell’età dei fossili, situata nel länder di Sassonia-Anhalt.

Nella guida Martin Frey elenca anche una centrale nucleare, descritta come la più sicura del mondo. L’impianto in questione è infatti quello di Kalkar, ai confini con l’Olanda, mai entrato in funzione a causa delle proteste seguite al post-Černobyl’ e trasformato in un grande parco divertimenti, ricco di giostre e attrazioni. Lungo le pareti del reattore i bambini possono arrampicarsi in assoluta sicurezza.

Tra i siti degni di una visita segnalati nella guida figurano la cupola di vetro dell’edificio del Reichstag, che risplende su Berlino con le sue 360 lastre a specchio. La luce del Sole riflessa consente di illuminare l’edificio abbattendo i consumi. Il dispendio energetico viene ridotto ulteriormente grazie allo scambiatore di calore installato nel cono di ventilazione. Inoltre l’edificio può contare su un impianto a biogas e sui pannelli solari.

23 giugno 2014
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