Rinnovabili al 34% secondo il nuovo rapporto redatto da Terna. La società che gestisce la rete elettrica nazionale mostra come nel corso del 2016 l’Italia abbia provveduto a soddisfare il proprio fabbisogno di energia elettrica.

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Ne emerge innanzitutto una riduzione della domanda, pari al 2,1% rispetto al 2015 (spicca il -4% registrato nelle isole). Si apprende poi che dei 310,2 TWh consumati l’89% è stato prodotto sul territorio. Ecco quanto si legge sulle pagine del sito ufficiale:

Secondo i primi dati provvisori, la domanda di elettricità complessiva del 2016 risulta in flessione del 2,1% rispetto al 2015 (anche a parità di calendario).

Focalizzando l’attenzione in particolare sulle fonti rinnovabili l’energia generata si attesta a 106,2 TWh, con una contrazione pari a 1,4 TWh rispetto ai dodici mesi precedenti. Una quota sufficiente a soddisfare il 34,2% delle domanda complessiva. Per quanto riguarda invece la produzione ci si è fermati al 38,5% (39,5% nel 2015).

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Sostanzialmente invariata la quota da attribuire al fotovoltaico (22,5 TWh), mentre l’eolico ha fatto segnare un’impennata da record con un +18,7% (17,4 TWh). Nel corso del 2016 il vento ha contribuito a soddisfare il 5,6% della domanda elettrica a livello nazionale, il 16,4% se si tengono in considerazione esclusivamente le rinnovabili. Il rapporto delinea inoltre un incremento importante per quanto riguarda il termoelettrico (+2,5% in un anno), che è arrivato a toccare i 187,4 TWh.

Tornando a spostare il focus sul totale dei consumi in Italia, dopo un picco raggiunto fra il 2007 e il 2008 (340 TWh) si è scesi ad una quota simile a quella del 2002 e del 2014 (311 TWh). Dal grafico emerge una tendenza al ribasso: si ricorda che la soglia dei 300 TWh non viene abbattuta fin dall’ormai lontano 2000, quando i consumi si sono attestati a 298 TWh.

Ultimo punto, ma non meno importante, quello che fotografa lo stato dello scambio di energia con l’estero: il saldo del 2016 è di circa 37 TWh, con un calo del 20,2% se confrontato con i dati del 2015. Cresce invece l’export del 38%.

31 gennaio 2017
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