Rinnovabili termiche, Assotermica chiede un Conto Energia dedicato

Un meccanismo simile al Conto Energia per incentivare le rinnovabili termiche. Lo chiede Assotermica-Anima, associazione di settore aderente a Confindustria, che esprime le sue perplessità per le possibili misure contenute nel maxi-emendamento alla Legge di Stabilità in materia di efficienza energetica e appunto rinnovabili termiche.

A preoccupare l’associazione, prima di tutto, è “l’ipotesi di abbassare al 41% l’incentivo per le caldaie a condensazione al di sotto dei 35 kilowattora”. Secondo Assotermica, una simile rimodulazione dell’aliquota detraibile potrebbe penalizzare gli impianti di riscaldamento autonomi.

Introducendo una differenziazione economica come il 41%, se non addirittura il 39%, si favoriscono alcune tecnologie a discapito di altre – commenta Paola Ferroli, presidente dell’associazione – Ancor peggio, si crea confusione attorno a un meccanismo complesso che avevamo chiesto di semplificare e che, a quanto pare invece, ci ritroviamo ancora più complicato di prima.

Il taglio del bonus non è l’unico aspetto del provvedimento che non piace agli operatori di settore. Secondo Assotermica, infatti, andrebbe rivista anche la tempistica dello sgravio fiscale, che secondo il maxi-emendamento continuerebbe a essere spalmato in un arco temporale di 10 anni.

Se il 55% venisse reintrodotto – osserva Alberto Montanini, vicepresidente Assotermica – chiediamo sia sviluppato su cinque o dieci anni a scelta dell’utente e che sia esteso a una base più ampia di soggetti, quali enti e soggetti pubblici che hanno patrimoni immobiliari tanto ingenti quanto vetusti e dotati di impianti obsoleti oltre che altamente inquinanti.

La ricetta più efficace per garantire lo sviluppo del comparto, comunque, per l’associazione resta quella di un sistema simile al Conto Energia in vigore per le rinnovabili elettriche. Un passaggio, tra l’altro, già previsto dal cosiddetto “decreto Romani”, il numero 28/11. In questo modo, secondo Assotermica-Anima:

A fronte di uno sforzo contenuto sulla bolletta energetica degli italiani si potrebbe definire uno strumento che in termini di marketing, di confidenza dell’industria e di impatto territoriale contribuirebbe alla diffusione delle tecnologie in questione.

9 novembre 2011
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