Le rinnovabili termiche fonte di guadagno per l’Italia. Secondo lo studio realizzato dall’Osservatorio Internazionale sull’Industria e la Finanza delle Rinnovabili (OIR) i benefici stimati per il nostro Paese ammonterebbero a 90 miliardi di euro nel periodo dal 2008 al 2030. Su questo punta il neonato Coordinamento delle Associazioni delle Rinnovabili Termiche e dell’Efficienza energetica (C.A.R.T.E.) per chiedere al Governo maggiore attenzione per il settore.

Rinnovabili termiche che secondo l’Osservatorio guidato dal professor Andrea Gilardoni dell’Università Bocconi stanno conoscendo un periodo molto florido di sviluppo, ma che per durare avrà bisogno di politiche di sostegno mirate ed efficaci. Questo tornano a chiedere le associazioni di settore, riunitesi nel C.A.R.T.E. per chiedere al Governo maggiore attenzione per un comparto che potrebbe portare notevoli benefici economici e ambientali all’Italia.

Tra i vantaggi risultano il calo delle importazioni di gas naturale per 9 miliardi e altri 79 contando l’alleggerimento sulla bolletta energetica degli italiani. Benefici che arriverebbero anche sul fronte occupazionale tenendo conto dei nuovi assunti che si registrerebbero nel settore rinnovabili termiche e per quanto riguarda gli obiettivi ambientali di riduzione della CO2 e degli altri agenti inquinanti.

Come espresso dagli stessi autori del rapporto OIR, molto dipenderà dalle decisioni che in merito verranno prese dal Governo, che con le sue azioni potrà influire molto nell’andamento del mercato delle rinnovabili termiche:

È necessario studiare anche misure ad hoc, come per esempio sconti sul prezzo dell’elettricità per chi utilizza pompe di calore per il riscaldamento.


Proprio per questo le principali sigle del settore hanno deciso di unificare i loro sforzi per domandare al Governo Monti maggiore attenzione per le rinnovabili non elettriche. Termiche ed efficienza energetica devono rappresentare una priorità per lo sviluppo italiano dei prossimi anni secondo il C.A.R.T.E., che chiede l’apertura di un tavolo per discutere del testo dei Decreti Ministeriali attuativi del Dlgs 28/2011:

Con le rinnovabili termiche e l’efficienza – prosegue la nota del C.A.R.T.E. – si può andare oltre l’obiettivo minimo obbligatorio del 17%, riducendo i costi dell’incentivazione e con una innegabile ricaduta positiva sull’economia italiana e la bilancia dei pagamenti. Per ottenere questo risultato è necessario rielaborare il PAN portando l’obiettivo 2020 al 20% con un approccio globale.

3 maggio 2012
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