Rinnovabili: target UE al 2030, Commissione valuta obiettivo 30%

La Commissione UE potrebbe innalzare l’obiettivo rinnovabili al 2030 fino al 30%. Questa l’ipotesi avanzata in questi giorni da Maroš Šefčovič, vicepresidente della Commissione europea e commissario europeo per l’unione energetica, in base alla quale il target comunitario sui consumi da fonti pulite verrebbe spinto oltre quello attualmente fissato al 27%.

Riguardo la quota di consumo energetico da energie rinnovabili la Commissione UE starebbe quindi valutando il superamento degli obiettivi fissati nel Clean Energy Package, proposto esattamente 12 mesi fa e in fase di valutazione da parte di Parlamento e Consiglio europeo.

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Un ritocco minimo tuttavia, appena il 3% in più rispetto a quanto già previsto, e ancora distante da quel 35% proposto dalla Commissione Ambiente del Parlamento UE. A esprimersi favorevolmente nei confronti di un innalzamento della quota rinnovabili al 2030 è stata anche la Commissione Industria, Ricerca ed Energia (competente per quanto concerne la direttiva sulle rinnovabili), chiamata a riunirsi nuovamente giovedì 28 novembre, senza tuttavia trovare un accordo numerico sulla percentuale da indicare.

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A spiegare le ragioni della proposta di un innalzamento della quota rinnovabili al 30% è stato lo stesso Šefčovič, che ha sottolineato come “puntare ad avere il 27% o il 30% comporterebbe grosso modo gli stessi costi”.

A ritenere però che tale nuovo obiettivo sia inadeguato è uno studio presentato la scorsa settimana da Artelys, una società di consulenza, soprattutto alla luce del forte calo dei costi relativo agli impianti rinnovabili per il fotovoltaico e l’eolico: per quello in mare in un’asta tedesca è stato offerto un costo di generazione medio di 60 euro per MWh (a fronte previsione comunitaria di 130).

27 novembre 2017
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