Rinnovabili supereranno il carbone nel 2035

Le rinnovabili sanno pronte a contendersi con il carbone il titolo di principale sorgente di energia elettrica a livello mondiale entro il 2035. A dirlo è la IEA, l’Agenzia Internazionale dell’Energia, spiegando che la crescita delle fonti “pulite” sarà garantita dal calo dei prezzi e dall’aumento degli incentivi statali.

Già nel 2015, secondo la International Energy Agency, parchi eolici e centrali idroelettriche rappresenteranno nell’insieme il secondo generatore di elettricità su scala mondiale, per poi avvicinarsi progressivamente ai numeri del carbone e arrivare a contendergli il primato 20 anni dopo. Scrive la IEA:

Un costante aumento dell’energia idroelettrica e la rapida espansione dei settori eolico e solare hanno rafforzato la posizione delle energie rinnovabili come una parte indispensabile del mix energetico globale. Il rapido aumento delle fonti rinnovabili si deve ai costi tecnologici in calo, all’aumento dei prezzi dei combustibili fossili e soprattutto alle sovvenzioni statali.

A proposito di incentivi, secondo l’Agenzia il loro ammontare complessivo potrebbe crescere dagli 88 miliardi i dollari del 2011 a 240 nel 2035. Cifre comunque ancora nettamente inferiori a quelle stanziate dai governi di tutto il mondo per sostenere i combustibili fossili (523 miliardi di dollari solo lo scorso anno). Sempre sul fronte sei sussidi statali, l’Agenzia mette in guardia per l’avvenire:

Al fine di evitare oneri eccessivi per i governi e i consumatori, le misure di sovvenzione volte a sostenere i nuovi progetti nel campo delle energie rinnovabili devono essere adeguate nel tempo, commisurandosi all’aumentare della capacità installata e al calo dei costi delle tecnologie rinnovabili.

In ogni caso, sarà soprattutto grazie agli incentivi statali che eolico, fotovoltaico e le altre fonti pulite esploderanno nei prossimi decenni. Non abbastanza, sottolinea comunque la IEA, da permettere di contenere le emissioni di CO2 al punto tale da contenere l’aumento di temperatura globale entro un massimo di 2 gradi centigradi, come auspicato dalle Nazioni Unite. Quasi l’80% delle emissioni consentite entro il 2035 nel quadro dello scenario “più 2 gradi” è già impegnato a causa di centrali elettriche, fabbriche ed edifici attualmente esistenti.

13 novembre 2012
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