Una roadmap che trasformi gli Stati Uniti in un territorio 100% rinnovabile, eliminando completamente la dipendenza dalle fonti fossili entro il 2050: è il piano presentato dal ricercatore dell’Università di Stanford, Mark Jacobson, al meeting dell’American Association for the Advancement of Science, a Chicago.

Secondo Jacobson sostituire i combustibili fossili con tecnologie pulite, per ridurre sensibilmente le emissioni di anidride carbonica che contribuiscono al riscaldamento globale, risparmierebbe la vita di circa 59 mila americani: lo studio condotto dal team del ricercatore per sei anni ha delineato come convertire le infrastrutture energetiche di ogni Stato, sostituendole con l’energia eolica, solare e idroelettrica, entro il 2050.

Interventi dettagliati, scaturiti da un piano che misura il potenziale rinnovabile di ogni Stato, i cui dati sono sintetizzati in una mappa on line: da Washington a New York, dalla California al Maine, ogni struttura è analizzata dal punto di vista dei consumi energetici e delle soluzioni applicabili.

Jacobson ha spiegato:

I problemi drastici richiedono soluzioni drastiche e veloci: la nostra nuova mappa fornisce tutte le informazioni di base, come ad esempio quante turbine eoliche o pannelli solari servirebbero per alimentare ogni stato, quanta superficie sarebbe necessaria, quale sarebbe il risparmio sui costi, quanti posti di lavoro si potrebbero creare, e quante morti connesse con l’inquinamento potrebbero essere evitate.

Il piano è stato pubblicato sul sito The Solutions Project, una no profit di Jacobson, dell’attore Mark Ruffalo e del regista Josh Fox, che si pone l’obiettivo di sensibilizzare i cittadini americani verso i temi della sostenibilità: le analisi però non tengono conto di nucleare o biocarburanti.

Jacobson ha concluso:

Riscaldamento globale, inquinamento insicurezza energetica sono tre dei problemi più importanti che affliggono il mondo di oggi: purtroppo, i risultati scientifici sono spesso trascurati. Il nostro Solutions Project nasce con l’idea di coniugare scienza con le imprese, la politica e la sensibilizzazione del pubblico attraverso i social media e i leader culturali del nostro tempo, come artisti e intrattenitori, per studiare e contemporaneamente affrontare queste sfide globali.

27 febbraio 2014
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I vostri commenti
Paolo, lunedì 19 maggio 2014 alle20:53 ha scritto: rispondi »

Qui si leggono le cose più strane... Prima di dar credito a simili annunci ci sarebbe da domandarsi quando gli USA entrranno in Kyoto. Per quel che mi risulta non ci pensano minimamente per cui questo articolo è solo il parto della fantasia di qualcuno. Gli Usa puntano sul gas che ormai costa grazie alla shale gas 1/3 di quanto costa in Europa e 1/4 di quel che costa in Asia. Investono miliardi su questo, chiudono le centralia carbone ed hanno fermato gli investimenti previsti sul nucleare. L'eletricità con il gas cosa 3 c$ al kWh carbone, nucleare ed eolico (messo in siti ventosi e senza le spese dell'intermittenza) 6-7 c$. Per il fotovoltaico prezzi competitivi forse arriveranno tra 15 ANNI

Michael, giovedì 27 febbraio 2014 alle20:03 ha scritto: rispondi »

se avete fatto caso tutti questi annunci e prognosi roboanti hanno delle scadenze talmente lontane, però dal sapore affaristico immediato , che nessuno se ne ricorderà più..vedi le retromarce tedesche sul passaggio dal nucleare al sostenibile, vedi le prognosi del Club of Rome sulla fine del petrolio....non vale la pena nemmeno di perdere il tempo a leggerle , meglio un buon URANIA magari di Arthur Clarke o lo stesso Jules Verne che hanno visto giusto e non erano sedicenti esperti di fondazioni varie a caccia di denaro e creduloni....

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