La California potrebbe compiere una rivoluzione energetica in chiave sostenibile entro il 2050, arrivando ad alimentarsi esclusivamente con le fonti rinnovabili. A rivelarlo è un recente studio condotto da un’équipe di ricercatori della Stanford University.

Stando ai risultati della ricerca, pubblicata sulla rivista scientifica Energy, per la California sarebbe conveniente e tecnicamente fattibile abbandonare l’attuale sistema energetico per passare a un modello basato sull’energia solare, eolica e idroelettrica. Il risultato sarebbe uno stato meno inquinato, con la popolazione più sana e felice e con maggiori opportunità di lavoro. I prezzi dell’energia, inoltre, si stabilizzerebbero.

Il piano per una California a impatto zero dovrebbe prevedere la costruzione di 25 mila impianti eolici onshore da 5 megawatt, 1.200 impianti solari a concentrazione da 100 megawatt, 15 milioni di impianti fotovoltaici da 5 chilowatt sui tetti delle abitazioni, 72 impianti geotermici da 100 megawatt, 5 mila dispositivi da 0,75 megawatt per la generazione di energia dal moto ondoso, e 3.400 impianti da 1 megawatt per lo sfruttamento dell’energia delle maree.

Il 55% dell’energia proverrebbe dal solare, il 35% dall’eolico e la restante quota da altre fonti alternative pulite. Tutti i veicoli circolanti sarebbero elettrici o alimentati da un motore a idrogeno.

Grazie a questo mix energetico, si verrebbero a creare 220 mila nuovi posti di lavoro. La stima è stata effettuata calcolando anche le perdite occupazionali che deriverebbero dalla dismissione delle centrali nucleari e dal collasso dell’industria dei fossili.

Secondo gli esperti, con l’adozione di un simile modello, i costi del carburante in California si avvicinerebbero allo zero perché la domanda di energia calerebbe del 44%, grazie a sistemi di trasporto efficienti e puliti, a nuove tecnologie per il risparmio energetico e agli impianti domestici per l’autoproduzione di elettricità.

I vantaggi maggiori si avrebbero sulla qualità della vita. I costi sanitari legati alle malattie da inquinamento diminuirebbero e la popolazione vivrebbe in città pulite, con un livello di inquinamento acustico scarso o nullo e libere dal traffico. Raggiungere l’impatto zero ogni anno salverebbe la vita di 12.500 californiani. Alle casse dello stato frutterebbe invece risparmi annuali per 150 miliardi di dollari.

Oltre alla riduzione della spesa sanitaria l’amministrazione non dovrebbe più spendere ingenti risorse nella mitigazione dei cambiamenti climatici e dei disastri naturali esacerbati dal riscaldamento globale. Come ha sottolineato Robert Howarth, docente di ecologia alla Cornell University, co-autore dello studio:

Credo che con questo piano, i cittadini e i politici californiani possano tracciare una nuova strada per gli Stati Uniti e per il mondo.

La buona notizia è che tutte le tecnologie necessarie a una così ambiziosa rivoluzione energetica sono già disponibili oggi. Il cammino per abbandonare l’era dei fossili è stato tracciato, non resta che vedere se sarà proprio la California a fare da apripista al resto del mondo.

28 luglio 2014
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