Gli ambientalisti scrivono al Governo Renzi a sostegno dei SEU. Quanto affermato da Palazzo Chigi in merito all’abrogazione dell’esenzione dagli oneri sull’autoconsumo per i Sistemi efficienti di utenza ha scatenato le ire non soltanto delle associazioni di categoria, ma anche del mondo ambientalista.

A preoccupare sono soprattutto le possibili ripercussioni della modifica alla normativa relativa ai SEU per quanto riguarda i costi in bolletta e il futuro delle rinnovabili. Secondo la cordata ambientalista il Governo Renzi ancora una volta avrebbe scelto di incoraggiare il ritorno a fonti energetiche inquinanti a discapito delle energie pulite.

Verrebbero inoltre premiati, sottolineano le associazioni, gli utenti più energivori anziché quelli più attenti alla riduzione dei consumi. Viene criticata aspramente anche l’intenzione da parte del Governo di impedire di fatto lo stesso autoconsumo. Firmatari della missiva Adusbef, Codici, Greenpeace, ITALIA Solare, Kyoto Club, Legambiente e WWF, che chiedono al Governo l’immediata rettifica di quanto annunciato, ritenuto in evidente contrasto con gli impegni assunti a livello europeo e in occasione della COP21 di Parigi:

Dopo l’approvazione della riforma delle tariffe elettriche per gli utenti domestici da parte dell’Autorità per l’Energia, la richiesta di rimborso degli adeguamenti ISTAT da parte del GSE, arriva la ciliegina sulla torta da parte del MiSE. Questo si configura come un attacco coordinato contro le rinnovabili, in barba agli impegni anche internazionali dell’Italia.

Eppure i conflitti generati per l’accaparramento delle risorse fossili sono davanti agli occhi di tutti. I disastri ambientali causati dall’estrazione, trasporto ed utilizzo di risorse inquinanti sono quotidianamente e tristemente in cronaca.

Proseguire secondo quanto annunciato dal Governo confermerebbe l’intenzione, concludono le associazioni, di dare vita a una politica dannosa per le rinnovabili e la stessa green economy:

In contrasto con la sostenibilità, con la tutela ambientale e con l’accordo di Parigi, in direzione diametralmente opposta a quella delle maggiori economie mondiali, si sta correndo il rischio di minare la green economy che lentamente e con molta fatica sta cercando di avere lo spazio che si merita anche in Italia.

21 gennaio 2016
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I vostri commenti
francesco, venerdì 22 gennaio 2016 alle17:50 ha scritto: rispondi »

Questi signori il fv lo amano come il fumo negli occhi. Dobbiamo avere pazienza e aspettare le prossime elezioni politiche per mandare a casa questi criminali. Francesco

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