Un rapporto redatto dalla Oil Change International e intitolato “The Sky’s Limit: why the Paris climate goals require a managed decline of fossil fuel production” viene messa in luce la necessità di ridurre le emissioni di CO2 nel breve periodo favorendo la transizione energetica verso le rinnovabili. I ricercatori hanno tracciato una roadmap per dire addio progressivamente a carbone, gas e petrolio.

Gli esperti della Oil Change International indicano quattro principali strade da percorrere: la riduzione progressiva della produzione da fonti fossili; l’erogazione di maggiori incentivi alle fonti rinnovabili; la promozione di mezzi di trasporto meno inquinanti; la creazione di nuovi posti di lavoro nelle energie pulite.

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Il punto più importante riguarda la riduzione della generazione di energia da fonti fossili. Per rimanere al di sotto dei 2°C di aumento delle temperature globali il 71% dei combustibili fossili dovrebbe rimanere nel sottosuolo. Per evitare conseguenze disastrose, bisognerebbe puntare a un massimo di 1,5°C di innalzamento delle temperature, lasciando nel sottosuolo l’87% delle fonti fossili.

Per raggiungere questi obiettivi i governi mondiali dovrebbero prima di tutto smettere di rilasciare nuovi permessi per le trivellazioni. Le industrie dovrebbero interrompere le proprie attività prima dell’esaurimento dei giacimenti e ogni volta che l’ecosistema o la sopravvivenza delle popolazioni che vivono vicino alle riserve sia messa a rischio. Inoltre nei prossimi anni non dovrebbe essere costruita nessuna nuova infrastruttura per l’estrazione e il trasporto dei combustibili fossili.

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La riduzione del supporto alle fonti fossili dovrebbe essere accompagnata da un incremento del sostegno alle rinnovabili. I tempi per una transizione radicale sono maturi perché in alcuni Paesi i costi dell’eolico e del fotovoltaico sono già inferiori rispetto ai prezzi delle fossili. In molti altri Paesi le rinnovabili sono in grado di competere alla pari con carbone, gas e petrolio.

La transizione energetica secondo gli analisti andrebbe accelerata con nuovi investimenti in infrastrutture rinnovabili, in particolare nei Paesi in via di sviluppo in cui i combustibili fossili sono ancora l’unica opzione disponibile.

Gli altri settori su cui bisognerebbe spingere l’acceleratore nei prossimi anni sono la mobilità sostenibile, in particolare il settore delle auto elettriche, che negli ultimi anni ha conosciuto una rapida espansione. Infine sarà determinante favorire il reimpiego nella filiera delle energie pulite della forza lavoro impiegata attualmente dall’industria delle fossili.

13 gennaio 2017
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