Rainbow Warrior in viaggio a sostegno delle rinnovabili in Italia. Salperà domani da Bari l’ormai celebre imbarcazione di Greenpeace, come annunciato questa mattina durante una conferenza stampa nel capoluogo pugliese, per dare vita nelle prossime settimane al tour “Accendiamo il sole”: obiettivo informare i cittadini sulle potenzialità delle fonti verdi e inviare un nuovo messaggio al Governo Renzi affinché assuma impegni concreti nella lotta ai cambiamenti climatici.

La Rainbow Warrior sarà a disposizione dei visitatori, come annunciato da Greenpeace, oggi (dalle 13 alle 19) e domani (dalle 11 alle 17) nel porto di Bari. A quel punto leverà l’ancora alla volta di Catania, dove potrà essere visitata dalle 11:30 alle 20 di sabato 8 e dalle 10:30 alle 18 di domenica 9 ottobre.

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Destinazione finale di questo piccolo viaggio sarà Lampedusa, dove sarà ormeggiata e visitabile nelle giornate del 15 e del 16 ottobre. Qui consegnerà i pannelli solari acquistati grazie ai 30 mila euro raccolti durante appena 15 giorni di “crowdfunding”. Un’iniziativa che si inserisce all’interno delle celebrazioni per il trentennale dalla nascita di Greenpeace Italia (Roma, luglio 1986).

I fondi raccolti sbloccheranno la realizzazione di un impianto fotovoltaico, già autorizzato, ma fermo a causa del mancato accesso ai fondi necessari. Grazie ai circa mille donatori intervenuti la situazione si avvia verso la completa risoluzione, un messaggio anche per il Governo Renzi e un monito riguardante il potenziale ancora inespresso delle rinnovabili in Italia secondo Luca Iacoboni, responsabile della campagna Clima ed Energia di Greenpeace Italia:

Il potenziale dell’autoconsumo e della generazione distribuita in Italia è alto, e questo studio lo dimostra. Purtroppo il governo, con provvedimenti specifici come la riforma della tariffa elettrica, sta mettendo in ginocchio il settore delle energie rinnovabili, e in particolare quello dei piccoli produttori domestici.

Matteo Renzi ha dichiarato che entro fine mandato il 50 per cento dell’elettricità nazionale sarà prodotta da fonti rinnovabili. Con questo tour vogliamo ricordargli che non deve rimanere solo un annuncio, bisogna incentivare tutti i cittadini a produrre la propria energia.

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Un futuro che può e deve essere più verde, ricorda Greenpeace, che torna a sottolineare l’importanza dell’autoproduzione nello sviluppo energetico sostenibile. A dimostrarlo il rapporto “The Potential for Energy Citizens in the European Union”, promosso da Greenpeace, Federazione Europea per le Energie Rinnovabili (EREF), Friends of the Earth Europe e REScoop.eu, e realizzato dall’Istituto di ricerca ambientale CE Delft.

In virtù di quanto contenuto nel rapporto l’energia autoprodotta dai cittadini europei utilizzando fonti rinnovabili potrebbe coprire, con riferimento al 2050, il 45% della domanda energetica comunitaria.

L’Italia si troverebbe secondo tale quadro di poco sotto la media UE, con una percentuale di autoproduzione da parte degli “energy citizens” stimata al 34% (di cui il 37% da impianti domestici; 37% da cooperative energetiche; 25% da PMI; 1% da enti pubblici).

4 ottobre 2016
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