Rinnovabili: Portogallo, 100% elettricità green a marzo

Rinnovabili oltre il 100% della domanda a marzo. È accaduto in Portogallo, relativamente ai territori continentali (escluse quindi Azzorre e Madera), dove le fonti pulite lo scorso mese ha fatto registrare una produzione di elettricità pari al 103,6% rispetto al consumo elettrico nazionale. A rivelarlo un’analisi condotta da Zero e APREN, due Organizzazioni non governative locali.

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A marzo le energie rinnovabili hanno limitato l’utilizzo di centrali termiche alimentate da combustibili fossili e l’importazione di elettricità a limitati periodi. Inoltre le fonti verdi hanno coperto l’intero fabbisogno elettrico del Portogallo per due periodi, uno da 70 e un secondo da 69 ore consecutive. Un risultato importante per lo Stato iberico, che punta alla neutralità dal carbonio entro il 2050.

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In questo periodo è inoltre in discussione a livello europeo il Clean Energy Package, il documento che dovrebbe fornire indicazioni importanti agli Stati membri UE per la definizione delle politiche energetiche e climatiche. Come ha sottolineato Mariagrazia Midulla, responsabile Clima ed Energia – WWF Italia:

Dall’Italia salutiamo con gioia la ‘muova normalità’ che sta nascendo in Portogallo. Il record della produzione di rinnovabili che si è registrato per un intero mese nel marzo appena passato fa seguito a periodi record più brevi negli anni scorsi, con l’ondeggiamento tipico del cambiamento strutturale che man mano si afferma. Ovviamente i cambiamenti non avvengono a caso, ma sono frutto della capacità corale di una classe dirigente (non solo politica); serve anche adeguata capacità strategica e di programmazione, la decisione di integrare le politiche climatiche con quelle industriali ed economiche, incluse quelle relative alla sicurezza e indipendenza energetica .

L’Italia avrebbe tutte le potenzialità per non essere da meno, purtroppo però le politiche ambientali e climatiche non sono ancora sufficientemente integrate con quelle economiche e di sviluppo: quindi, mentre l’Italia condivide con il Portogallo l’obiettivo di uscire dal carbone entro il 2025, nella penisola il contributo delle energie rinnovabili al mix energetico langue, come pure gli investimenti.

La Strategia Energetica Nazionale varata dal governo dimessosi dopo le elezioni attende di essere attuata, e con essa la decisione di chiudere le centrali a carbone entro il 2025; ci auguriamo che il futuro Governo, insieme agli attori non statali, diano maggiore impulso alla transizione verso le energie rinnovabili, non investendo in nuove infrastrutture per il gas che finirebbero per rallentare la trasformazione. Uno dei sintomi tipici di questa capacità di puntare davvero all’obiettivo dichiarato è quello di caldeggiare target più ambiziosi a livello europeo: ci auguriamo che, con coerenza, Portogallo e Italia promuovano la transizione energetica e la strumentazione necessaria, nella UE e a casa loro.

5 aprile 2018
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