Le energie rinnovabili sono più economiche del carbone e delle altre fonti fossili, se si prendono in considerazione tutti i costi e non solo quelli più visibili. Anche se produrre un watt da una turbina o da un pannello costa attualmente di più rispetto ai metodi tradizionali, tenendo conto dell’impatto sulla salute e sul clima, alla fine dei conti le fonti rinnovabili risultano meno dispendiose per il bilancio pubblico.

Questo semplice calcolo, troppo spesso sottovalutato, è stato effettuato dal Dott. Laurie Johnson, impegnato nel programma Clean Air presso il Natural Resources Defense Council degli Stati Uniti. L’analisi tiene conto anche dei costi nascosti delle fonti fossili, oneri che pesano sulla spesa pubblica. Più precisamente sono i costi sanitari e ambientali, legati alla combustione dei fossili, a essere azzerati quando si passa alle rinnovabili.

Bruciare il carbone è un modo molto costoso per produrre elettricità. Ci sono modi più efficienti e sostenibili per ottenere energia.

spiega il dott. Johnson, che ha condotto la ricerca insieme ai colleghi della Judge Business School, University of Cambridge e NRDC’s Center for Market Innovation. Mentre un’azienda privata sostiene dei costi per produrre energia dalle diverse fonti, lo Stato ne affronta altri che riguardano le conseguenze di questa produzione. Basti pensare alle spese per curare il cancro causato dalle emissioni delle centrali a carbone, o quelli per rimborsare gli agricoltori a fronte di una forte perdita di raccolto causata dalla siccità collegata al riscaldamento globale. Solo nel 2012 i danni da mutamenti climatici negli USA sono stati stimati in 140 miliardi di dollari.

Troppo spesso, quando uno Stato decide di istituire dei sussidi per la produzione energetica, non tiene conto di questi fattori. Ma analizzando questi costi si scopre che, sulla bilancia economica, il carbone, il petrolio e persino il gas pesano molto di più del sole o del vento. Il dibattito è molto acceso negli Stati Uniti dove il presidente Obama vuol porre dei limiti alla capacità di inquinamento delle centrali elettriche. Questa scelta è stata criticata dai suoi oppositori perché farebbe aumentare i costi. In realtà, considerando questo nuovo punto di vista, li ridurrebbe.

20 settembre 2013
Lascia un commento