Le energie rinnovabili sono già più competitive delle fonti fossili negli Emirati Arabi Uniti. A rivelarlo è un recente rapporto pubblicato dall’IRENA, l’Agenzia Internazionale per le Energie Rinnovabili, realizzato in collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri degli Emirati Arabi Uniti e il Masdar Institute of Science and Technology.

L’analisi dal titolo “Renewable Energy Prospects: United Arab Emirates” ha preso in esame i costi e le potenzialità di sviluppo delle diverse tecnologie energetiche presenti nel Paese. Secondo gli analisti gli Emirati Arabi Uniti dovrebbero approfittare del momento favorevole per lo sviluppo delle energie pulite, portando a quota 10% la fetta di energia coperta complessivamente dalle fonti rinnovabili e al 25% la quota di rinnovabili nel mix elettrico.

Se il Paese riuscisse a conseguire entro il 2030 questo ambizioso obiettivo, otterrebbe notevoli vantaggi sotto il profilo ambientale ed economico. Secondo le stime degli analisti, gli Emirati Arabi Uniti potrebbero infatti risparmiare ben 1,9 miliardi di dollari all’anno sulla spesa energetica. Come illustrato dagli esperti di IRENA nel corso della presentazione del rapporto:

Le energie rinnovabili ormai sono passate da tecnologia di nicchia a componente importante del mix energetico. Negli ultimi tre anni la maggior parte della nuova potenza installata a livello mondiale si deve alle rinnovabili.

Il costo delle tecnologie rinnovabili sta conoscendo un consistente e rapido declino tanto da aprire una possibilità concreta di passare a un futuro energetico sostenibile anche nei Paesi maggiori produttori di idrocarburi in Medio Oriente e in Nord Africa.

Stando ai dati riportati nel report dell’IRENA, l’energia rinnovabile sta diventando sempre più competitiva negli Emirati Arabi Uniti, sia per il decremento dei costi produttivi che per l’aumento dei costi di altre fonti di energia. Il gas naturale, ad esempio, a causa dei cali della produzione nazionale sta diventando sempre più costoso perché il Paese è costretto a ricorrere alle importazioni dall’estero.

Per quanto riguarda il costo del fotovoltaico negli Emirati Arabi Uniti dal 2008 il calo è stato di ben l’80% mentre il costo delle nuove forniture di gas ha subito un netto incremento, passando da meno di 2,5 dollari MMBtu a 6-8 dollari MMBtu per quanto riguarda la produzione interna e a 10-18 dollari MMBtu per le importazioni.

Il rapporto stima che il solare, l’eolico e la termovalorizzazione dei rifiuti sono delle fonti più convenienti per la produzione di energia quando il costo del gas supera gli 8 dollari MMBtu. Alla luce di queste stime appare evidente che le fonti rinnovabili sono già più competitive negli Emirati Arabi Uniti, dove quasi il 100% del fabbisogno energetico al momento viene coperto dal gas naturale.

Gli esperti fanno notare che nei prossimi anni il costo del solare è destinato a diminuire ulteriormente. Nel mese di gennaio, l’appalto per il Mohammed bin Rashid Solar Park di Dubai si è infatti concluso con l’assegnazione al miglior offerente per meno di sei centesimi per chilowattora con un contratto della durata di 25 anni e a prezzo invariato. Si tratta del prezzo più basso mai raggiunto dall’energia solare in tutto il mondo.

Fred Moavenzadeh, presidente del Masdar Institute, ha sottolineato che questi dati devono far aprire gli occhi ai governi locali e agli investitori, portandoli a dirottare sempre più risorse verso le fonti rinnovabili e in particolare verso il solare.

9 aprile 2015
In questa pagina si parla di:
Fonte:
Lascia un commento