Rinnovabili: Parlamento UE conferma nuovo target 2030 al 35%

Via libera oggi dal Parlamento UE all’aumento del target UE al 2030 sulle rinnovabili, che passa dal 27 al 35%. Ciò segue le stime di alcune proiezioni sui dati relativi alla lotta per arginare i cambiamenti climatici: secondo tali studi i precedenti obiettivi comunitari avrebbero disatteso l’impegno europeo nei confronti dell’Accordo di Parigi.

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A commentare l’innalzamento dell’asticella per le rinnovabili UE è Greenpeace, che riferisce inoltre di come il Parlamento europeo sia intervenuto a supporto dell’autoconsumo o della riunione di privati in cooperative. Sarebbe stato introdotto nello specifico il divieto di imporre “oneri, prelievi e tasse punitive” all’elettricità autoprodotta. Come ha sottolineato Sebastian Mang, Greenpeace EU:

Il Parlamento ha giustamente riconosciuto che l’Ue deve aumentare la quota di rinnovabili se vuole rispettare i suoi impegni sul clima, ma avrebbe dovuto mantenere il focus sulle soluzioni reali, e non su quelle false come i biocombustibili. Nonostante molti governi europei stiano tenendo ancorati i propri Paesi a nucleare e carbone, invece di puntare sulle rinnovabili, il Parlamento sostiene fermamente il diritto dei cittadini di ottenere e vendere energia prodotta dal sole e dal vento.

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Secondo uno studio diffuso da Greenpeace nel 2016 e condotto da CE Delft entro il 2050 il 50% dei cittadini UE potrebbe autoprodurre la propria elettricità entro il 2050. Eppure, prosegue l’associazione, molti sussidi e incentivi sono ancora riconosciuti ai biocombustibili. Come ha concluso Greenpeace:

Consentirebbe agli Stati membri di bruciare interi alberi, abbattuti per essere sfruttati a fini energetici e raggiungere gli obiettivi sulle rinnovabili. Questo nonostante gli scienziati concordino sul fatto che aumenterebbero le emissioni per decenni, contribuendo in modo significativo al degrado delle foreste.

I ministri dell’Energia, che avevano raggiunto il loro accordo preliminare sul pacchetto completo di riforma energetica lo scorso 18 dicembre, hanno sin qui sostenuto controverse sovvenzioni per carbone, nucleare e gas e hanno indebolito le proposte per consentire a famiglie, cooperative e municipalità di produrre e vendere la propria energia rinnovabile. I negoziati a tre sui provvedimenti energetici tra Consiglio, Parlamento e Commissione inizieranno nei prossimi mesi.

17 gennaio 2018
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