Dopo aver chiuso il proprio territorio al fotovoltaico cinese, tramite l’imposizione di dazi doganali fino al 250% del prezzo dei pannelli solari importati, gli Stati Uniti si preparano adesso a rilanciare la propria industria nazionale delle tecnologie verdi.

Il Dipartimento dell’Energia (DOE) degli Stati Uniti ha annunciato la “Clean Energy Manufacturing Initiative“. Si tratta di un programma di finanziamento governativo riservato all’industria nazionale delle rinnovabili che servirà a migliorare l’efficienza degli impianti produttivi abbassando i costi di produzione.

Ne beneficeranno i settori del fotovoltaico, dell’eolico, dei biocombustibili, del geotermico e delle batterie di accumulo.

In totale i fondi a disposizione ammontano a 37 milioni di dollari. Più di 23 milioni serviranno a finanziare programmi di ricerca innovativa sulla manifattura e lo sviluppo dei progetti. Altri 15 milioni verranno utilizzati per abbattere i costi del solare fotovoltaico e di quello a concentrazione con progetti a medio termine: entro pochi anni si aspettano già i primi risultati.

Nei prossimi mesi, inoltre, dietro richiesta esplicita del presidente Barack Obama il Dipartimento dell’Energia metterà in atto altre misure economiche a supporto di un nuovo istituto sull’innovazione nella manifattura.

Con gli aiuti pubblici, poi, verranno finanziati programmi di supporto e assistenza tecnica per le industrie, effettuate analisi targettizzate per valutare la posizione competitiva degli Stati Uniti rispetto agli altri paesi e per scegliere con criterio quali siano gli investimenti strategici a cui dare priorità.

Verrà inoltre lanciata un’iniziativa pubblico-privata per migliorare la competitività dell’industria americana delle rinnovabili: per esempio il Consiglio per la Competitività e il Dipartimento per l’Energia inizieranno a dialogare con piccole aziende, grandi industrie, istituti di ricerca e lavoratori per sviluppare la produttività del settore industriale delle rinnovabili.

2 aprile 2013
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DOE
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