Rinnovabili nei nuovi edifici, obbligo rinviato di un anno

L’aula di Palazzo Madama ha approvato un emendamento al Dl milleproroghe che fa slittare di un anno l’adeguamento ai nuovi obblighi di utilizzo di fonti rinnovabili negli edifici nuovi o sottoposti a ristrutturazioni rilevanti.

La modifica, proposta dalla Lega, interviene sul decreto legislativo numero 28 del 3 marzo 2011, che ha introdotto, appunto, delle nuove prescrizioni sull’uso delle fonti rinnovabili e sull’efficienza energetica degli immobili.

In base all’emendamento, ad esempio, la quota di acqua calda che dovrà essere prodotta usando le fonti pulite dovrà salire dal 20% al 30% solo alla fine 2014 (inizialmente lo scatto era previsto alla fine del 2013). Più in generale, il passaggio dal 20 al 35% della percentuale di energia termica che deve essere coperta dalle rinnovabili, previsto per l’inizio di quest’anno, dovrebbe slittare al 2015.

La notizia è stata data dal Movimento 5 Stelle, che ha votato contro l’emendamento e lo ha definito “un nuovo colpo di mano alle fonti rinnovabili”.

Commenta il capogruppo al Senato del M5S Gianni Girotto:

L’ obbligo avrebbe permesso di implementare meglio il concetto di autoconsumo energetico degli edifici, contribuendo alla riduzione dei consumi energetici, alle emissioni, ma sopratutto a stimolare la domanda interna e la ripresa economica favorendo il settore della green economy. Sicuramente, l’approvazione di questo emendamento, che vede la contrarietà del Movimento 5 Stelle, contribuisce a minare il dibattito sul clima e gli obiettivi europei al 2030 in cui il Governo deve rispondere al più presto per chiarire la sua posizione.

30 gennaio 2014
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I vostri commenti
elia , giovedì 30 gennaio 2014 alle16:07 ha scritto: rispondi »

le solite leggi all'Italiana si fanno grandi annunci si illudono, le imprese e l'opinione pubblica e poi di colpo senza motivo si cambiano le carte in tavola siamo un popolo di ingenui che ci facciamo deridere perennemente da dei buffoni di palazzo

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