L’Europa ha bisogno di obiettivi stringenti per il 2030 sulla questione rinnovabili. La richiesta non proviene da un gruppo di ambientalisti dell’ultima ora, ma da un nutrito gruppo di ministri dell’ambiente europei in una lettera condivisa e inviata al commissario UE per il clima e a quello per l’energia.

I primi firmatari della missiva sono stati i ministri dell’Ambiente di Germania e Francia, ma tra gli altri sei c’è anche il rappresentante italiano Andrea Orlando. La richiesta che i ministri fanno a Connie Hedegaard, commissario UE per il clima, e a Guenther Oettinger, responsabile per l’energia, recita:

Un obiettivo sulle energie rinnovabili è essenziale per assicurare la certezza che possa garantire investimenti redditizi nei sistemi energetici che rafforzeranno il mercato interno dell’energia.

Tale obiettivo dev’essere posto al 2030 (dopo aver stabilito il famoso 20-20-20 per appunto il 2020) e serve per raggiungere essenzialmente due obiettivi fondamentali: ridurre la dipendenza dei Paesi europei dai combustibili fossili stranieri e ridurre l’inquinamento atmosferico. Inoltre, dicono i ministri, un serio piano di investimenti nell’energia pulita rilancerebbe anche l’economia europea che in questo momento ha forte bisogno di liquidità.

Al fianco dei firmatari Germania, Francia, Italia, Portogallo, Austria, Belgio, Danimarca e Irlanda si schiera anche Ed Davey, segretario all’energia e al cambiamento climatico della Gran Bretagna, secondo cui è importante ridurre le emissioni di gas serra per scongiurare i cambiamenti climatici.

Tra i provvedimenti più importanti figura il rafforzamento del cosiddetto Emissions Trading Scheme, il sistema di scambio delle emissioni che in Europa era partito bene per poi perdere di autorità quando gli altri Paesi mondiali hanno tentato in tutti i modi di evitarlo per non danneggiare le proprie economie.

Il prossimo 22 gennaio la Commissione Europea dovrebbe presentare un pacchetto, con scadenza 2030, per avviare un processo legislativo con l’obiettivo di fissare nuovi target per le rinnovabili (si punta al 30%) e generare posti di lavoro. Inoltre la riduzione delle emissioni, fissata al 2020 per il 20% rispetto al 1990, potrebbe essere portata al 40% entro il 2030 e nello stesso anno potrebbe essere migliorato anche l’obiettivo del risparmio energetico, per il quale ancora però non si ipotizzano cifre.

7 gennaio 2014
In questa pagina si parla di:
Fonte:
Lascia un commento