Il sistema elettrico bulgaro è in crisi, almeno tanto quando quello politico. Nell’ultimo mese, infatti, il paese ha visto scendere in strada migliaia di persone per manifestare contro i rincari delle bollette elettriche e la piazza è persino riuscita a far cadere il palazzo.

Il primo ministro Bojko Metodiev Borisov, infatti, ha dovuto rassegnare le dimissioni il 20 febbraio in seguito alle pressanti accuse provenienti dalla popolazione di non aver fatto abbastanza per calmierare i prezzi dell’energia. In Bulgaria, infatti, a gestire le forniture elettriche sono tre compagnie private accusate di aver fatto cartello per tenere alti i prezzi.

E dopo il sistema politico, ora vacilla anche quello elettrico: l’attuale ministro dell’Energia, Asen Vasilev, ha infatti annunciato che circa il 40% degli impianti rinnovabili eolici e fotovoltaici del paese saranno presto sconnessi dalla rete perché non forniscono informazioni in tempo reale sulla loro produzione, mettendo a rischio l’equilibrio della rete stessa.

Tuttavia, vanno notate due cose: la prima è che la Bulgaria importa dall’estero circa la metà dell’elettricità che consuma, la seconda è che sul presunto cartello tra le tre compagnie elettriche anche il Governo dimissionato a febbraio aveva dovuto ammettere forti sospetti.

La Bulgaria, tra l’altro, nel recente passato è stata un buon mercato per le rinnovabili grazie agli incentivi. Anche gli italiani sono andati a investire nel paese: Italgen (Gruppo Italcementi) è presente con 2 parchi eolici da 18 MW in totale; Leitner ha un altro parco eolico da sei turbine; Alerion ha un impianto eolico da 12 MW; LukErg Reniew (consorzio tra i russi di Lukoil e gli italiani di Erg) ha un altro parco, sempre eolico, da 40 MW. La siciliana Moncada Energy, infine, in Bulgaria ha costruito fotovoltaico per 16 MW.

Poi, però, sono iniziati i problemi economici per il paese e i tagli agli incentivi ed è arrivata una tassa retroattiva per le rinnovabili come compensazione degli oneri di rete. Tuttavia, la settimana scorsa, la Suprema Corte bulgara ha cancellato questa tassa ma solo per il fotovoltaico.

Il sistema delle rinnovabili bulgaro, quindi, è praticamente nel panico: cresciuta in fretta e senza una vera programmazione disturbando i tre giganti dell’energia oggi sospettati di aver fatto cartello, l’energia pulita ha contribuito a far cadere il Governo e oggi è accusata di causare problemi alla rete elettrica.

Impossibile, in queste condizioni, affermare con certezza se ciò sia vero o solo una polemica strumentale.

Fonti: Bloomberg, ICE, PV-Magazine

3 aprile 2013
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I vostri commenti
Alessandro, lunedì 30 settembre 2013 alle16:09 ha scritto: rispondi »

Qualcuno ciurla nel manico. Si vogliono utilizzare queste energie rinnovabili oppure no. Se il nucleare è da abattere, se i combustibili fossili emettono CO2 ed inquinano, o si torna a viaggiare col cavallo e ci si scalda a legna, oppure è necessario che chi ci amministra e verdi, ambientalisti ecc. trovino una quadra, altrimenti è il caos. D'altra parte è ingiusto così come da noi, che le rinnovabili le si paghi tutti in bolletta energetica, sotto forma di falsi incentivi. Se il fotovoltaico e l'eolico sono troppo onerosi, si pensi magari alle biomasse, che hanno un costo di produzione basso e funzionano sempre; di giorno, di notte, se nevica, se piove ecc. ecc.

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