Rinnovabili: meglio investire in Cina secondo Ernst&Young

Se avete soldi da investire nelle rinnovabili, la Cina è il posto che fa per voi. Se vi volete concentrare sul fotovoltaico, però, dovreste scegliere gli Stati Uniti. I consigli arrivano dal nuovo indice di attrattività degli investimenti stilato da Ernst & Young questo mese. Su un massimo di 100, l’indice cinese è il più alto al mondo con 70,1.

La seconda in classifica resta l’inossidabilmente verde Germania con un indice di 65.6, tallonata dagli Stati Uniti che hanno un indice di 64,9. Fuori dal podio l’India con 61,8 e la Francia con 57,3. Entrando nei dettagli, e concentrandosi sui sottoindici, l’indice di attrattività relativo agli investimenti nel solare vede cambiare i gradini del podio: USA primi con 70, Cina e India a pari merito con 65, Germania e Giappone seguono con 61.

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Cosa vogliono dire i numeri e, soprattutto, perché l’Italia non c’è? Semplice: l’indice di attrattività è un dato sintetico che ne raccoglie altri relativi sia al mercato energetico che alle infrastrutture elettriche. Di conseguenza, in base alle varie tecnologie prese in considerazione, un Paese può essere primo per indice eolico ma piazzarsi peggio nell’indice biomasse, in quello relativo alla geotermia o in quello sulle infrastrutture.

Non dovrebbe essere necessario aggiungere che l’Italia non figura bene proprio in quest’ultimo indice. Non è però solo questo il problema, l’imminente fine del Quinto Conto Energia potrebbe aver influenzato gli analisti. Riguardo gli Stati Uniti Ernst & Young precisa che:

Comunque, il ruolo della diminuzione dei sussidi e degli altri incentivi finanziari non dovrebbe essere esagerato. Dobbiamo solo guardare all’impatto dell’estensione all’ultim’ora del Production Tax Credit (PTC) per i progetti eolici per vedere che gli incentivi finanziari stanno continuando a impattare drammaticamente sullo sviluppo dei progetti.

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Anche per quanto riguarda le infrastrutture non siamo i soli ad avere reti vecchie e poco compatibili con la nuova generazione distribuita di energia elettrica:

Gli investimenti in infrastrutture sono diventati un tema ricorrente in molti Paesi, Cina, India, Germania e Danimarca per citarne solo alcuni, che attualmente hanno a che fare con reti vecchie o sovraccariche, come anche con i problemi di bilanciamento derivanti dalla crescente intermittenza man mano che le rinnovabili si sviluppano

Ernst & Young, infine, mette in luce il “fattore G”: il boom del gas naturale negli Stati Uniti, terra del fracking dello shale gas, che fa concorrenza anche alle rinnovabili. Molti, nel settore, temono che la corsa al gas potrebbe sottrarre capitali da investire nelle rinnovabili. È già successo con il carbone, sta succedendo con il nucleare.

27 febbraio 2013
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