L’Italia perde terreno nel settore delle energie rinnovabili. Questo è il panorama offerto dall’ultimo rapporto diffuso dalla Ernst & Young, che trimestralmente stila una classifica dei Paesi maggiormente in grado di attirare investimenti sulle proprie fonti verdi. Il nostro Paese registra ora il sesto posto generale al pari della Francia, rispetto alla quale però cede nettamente negli indicatori di riferimento per l’eolico offshore, le biomasse e le infrastrutture. Un piazzamento che sa di bocciatura dopo il quinto posto del trimestre precedente.

Sulla flessione nella fiducia degli investitori nel settore rinnovabili italiano continuano a giocare un ruolo importante i tagli agli incentivi previsti nel Quinto Conto Energia e il clima generalmente negativo che si registra negli ambienti politico-economici. Nessun segmento in contro tendenza questa volta, tutti gli indicatori presi in esame (fotovoltaico, eolico, biomasse, geotermia, Csp e infrastrutture) mostrano il segno negativo in confronto alle precedenti misurazioni.

Le rinnovabili italiane perdono competitività nei confronti non soltanto della Francia, ma anche del Regno Unito, che ottiene il quinto posto in solitario davanti all’accoppiata italo-francese. Sotto accusa non soltanto le nuove disposizioni del Quinto Conto Energia, che si pensa possa causare rallentamenti al settore fotovoltaico, ma anche per la difficoltà di accesso al credito per la realizzazione dei grandi impianti.

L’unica nota positiva per le fonti verdi italiane viene dalla ormai raggiunta grid parity nel Sud Italia, che dovrebbe fornire ulteriori conferme nei prossimi anni grazie al progressivo calo dei costi di realizzazione degli impianti. Nessuna variazione in classifica per quanto riguarda invece le prima quattro posizioni, sempre saldamente in mano a Cina, USA, Germania e India.

Mentre il colosso cinese raccoglie i frutti di una vera e propria esplosione del mercato interno, gli USA fanno al contrario i conti con l’incertezza. L’ipotesi ventilata dal candidato repubblicano Romney di rivedere il sostegno statale alle fonti pulite ha fornito motivi di incertezza, consentendo di fatto il recupero della Germania (ora al secondo posto alla pari con gli statunitensi, n.d.r.).

Questo il link al testo completo del rapporto “Renewable energy country
attractiveness indices” di Ernst & Young

3 settembre 2012
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I vostri commenti
Marco Maracci , giovedì 26 marzo 2015 alle20:33 ha scritto: rispondi »

Chi e' quel genio che va blaterando che ormai la produzione di energia da impianto fotovoltaicio ha raggiunto la greed parity!!! Balle... Non e' affatto vero!!!! Siamo molto lontani e alla greed parity non si arriverà più!!!!!! Questo Grazie a tutti i provvedimenti adottati dai governi degli ultmi 3,anni, ovviamente con il prato assoluto del governo RENZI!!!

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