Gli italiani credono nelle potenzialità delle fonti rinnovabili, ma pensano che l’Italia non si sia impegnata ancora abbastanza per promuoverle. Questi, tra gli altri, i dati che emergono dal sondaggio ISPO commissionato da ANIE/GIFI in occasione della propria assemblea annuale.

L’aspetto che interessa maggiormente gli italiani, secondo i risultati dell’indagine, è la possibilità che le rinnovabili offrono di produrre energia in modo autonomo. Minore consapevolezza, invece, è emersa sul contributo che le famiglie della Penisola danno a sostegno dell’energia pulita attraverso l’apposita quota inserita nella bolletta energetica. Il 61%, infatti, non è a conoscenza dell’esistenza della quota in bolletta, mentre il 25% dichiara di non saperne quantificare il valore.

Nonostante questo scarso livello di conoscenza, però, il 48% degli italiani ritiene che sia giusto sostenere le rinnovabili anche attraverso le bollette, poiché l’investimento in energia pulita è conveniente per il Paese. Un altro 35% pensa che sia giusto sostenere le rinnovabili anche nella bolletta, a prescindere dai benefici di questo investimento per l’Italia. Solo il 17%, infine, si dichiara contrario al sostegno in bolletta all’energia pulita.

Più in generale, per l’89% degli italiani le fonti rinnovabili rappresentano un segno di evoluzione del Paese, ma il 66% degli intervistati è convinto che l’Italia abbia investito meno di altri per promuovere il loro sviluppo sul territorio, mentre un altro 19% crede che l’impegno italiano sia stato equivalente a quello degli altri.

In parziale contraddizione con questo dato, il 32% del campione ritiene che i benefici ottenuti fino a questo momento grazie alle rinnovabili siano inferiori ai costi sostenuti dalla collettività, mentre un altro terzo percentuale giudica in pareggio la bilancia costi-benefici.

Per quanto riguarda poi le singole fonti energetiche, oltre l’80% del campione pensa che sia il solare la tecnologia su cui puntare maggiormente. Il 94%, inoltre, è convinto che sia innocua per la salute, mentre per il 92% questa fonte di energia rispetta l’ambiente e il paesaggio. Oltre al solare, gli italiani conoscono soprattutto l’eolico (73%) e, in seconda battuta, l’idroelettrico (45%) e il geotermico (28%).

6 giugno 2013
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I vostri commenti
Pier Luigi Caffese, domenica 9 giugno 2013 alle16:30 ha scritto: rispondi »

Non è vero che L'italia ha speso poco in rinnovabili,ha speso 200 miliardi male,malissimo dandoli al ft che è la rendita dei nullafacenti in energia.Dove non si è speso niente è nell'acqua che costerebbe 20 euro al MWh,per lasciare campo al gas che costa 100 euro al MWh.Se non l'avete ancora capito la battaglia è tra proseguire con il gas che ci dissangua o l'acqua che ci darebbe il riavvio industriale.Ma Eni-Enel e Senni del Mise sono contrari all'acqua perchè vogliono una energia cara.Difatti conti cosa chiede? di levare oneri e tasse,ma di produrre a meno non sa come farlo perchè non sono piu' industriali ma dei trader o grossisti.Se vogliamo salvare l'industria decarbonizzata bisogna produrre a 20 euro a MWh,altrimenti si fanno promesse per niente.

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