In tempi di crisi in cui è così difficile reperire fondi, molti progetti innovativi cominciano ad affidarsi al crowdfunding, una sorta di raccolta fondi lanciata per lo più via web, alla quale aderiscono soggetti privati. Quello che si ottiene è un micro-finanziamento utile a reperire risorse che dà in cambio, oltre che soddisfazione, pubblicità e a volte non solo.

Ora questo sistema ha raggiunto anche il mondo delle energie rinnovabili, un settore in rapido sviluppo, che però soffre ancora della competitività dei combustibili fossili, di una certa organizzazione del mercato delle fonti energetiche e della difficoltà di ottenere investimenti finanziari. Esistono da tempo piattaforme di crowdfunding con lo scopo di far incontrare “domanda ed offerta”, adesso ne possiamo trovare di dedicate specificatamente a progetti di sviluppo di “energia verde”.

Tra queste, 5, in poco tempo, hanno ottenuto risultati davvero incoraggianti:

  • Windcentrale: piattaforma che si occupa di energia eolica fondata nel 2010 nei Paesi Bassi da Harm Reitsma e Anne Janssens, ha raccolto finora 14.3 milioni di euro. È famosa per aver segnato un record nel crowdfunding in generale, riuscendo a raccogliere 1.3 milioni di euro in 13 ore. Consente a chiunque di investire nell’acquisto di turbine eoliche. Il ritorno sugli investimenti è del 7%. L’energia prodotta dalla turbine viene poi venduta dalla società energetica Greenchoice.
  • Abundance generation: piattaforma nata nel Regno Unito nel 2011, consente di investire in energia eolica, fotovoltaico, digestione anaerobica e progetti idroelettrici a vari stadi di sviluppo. Gli investimenti effettuabili sono di lungo termine (20-25 anni), in un sistema definito di “finanza democratica”, ma possono essere investite anche cifre molto piccole. Finora Abundance generation ha raccolto 8 milioni di euro.
  • Mosaic: piattaforma nata in California che permette di investire in nuovi impianti fotovoltaici. L’idea è semplice: chi investe aiuta altre persone ad installare impianti fotovoltaici e in cambio ottiene un interesse.I risultati negli Stati Uniti sono stati notevoli: 16,268,109 kwh generati e ben 9 milioni di dollari investiti con migliaia di investitori in tutti gli Stati Uniti.
  • Gencommunity: nata nel 2013 a Newport (Galles), è una piattaforma che consente di investire in energia prodotta da pannelli solari. Finora i progetti finanziati sono stati soltanto due, ma hanno raccolto investimenti per circa 1 milione di sterline. Gencommunity si avvale della patnership di CAF Venturesome, che fa parte della Charities Aid Foundation e della National Energy Action (NEA), ha quindi una forte finalità etica e per il contributo apportato alle energie rinnovabili ha vinto nel 2013 il British Renewable Energy Award.
  • Solar school: il progetto più “piccolo”, dal Regno Unito, ha finora raccolto 480 mila euro con il solo fine di riqualificare gli edifici scolastici, grazie all’installazione di pannelli fotovoltaici. Concentrata sul locale, si rivolge soprattutto a genitori, insegnanti e comunità territoriali, con finanziamenti a partire da 5 sterline. Non ci sono gli stessi meccanismi che caratterizzano gli altri sistemi di investimento, in questo caso non si parla di rendimenti, ma di risparmio e benefici per la comunità. Finora sono stati finanziati 17 progetti, ma molti altri sono in programma.

Come si vede i progetti sono esclusivamente esteri, ma qual è la situazione crowdfunding delle rinnovabili in Italia? Al momento non esistono piattaforme italiane ma a breve dovrebbero debuttare delle realtà interessanti, due nomi su tutti: Fundera, il cui lancio ufficiale dovrebbe avvenire nel giro di qualche mese ed Ecomill. Staremo a vedere se anche nel nostro paese le piattaforme di crowdfunding rinnovabili avranno lo stesso successo che hanno avuto all’estero.

22 luglio 2014
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