Anche se le rinnovabili arrivassero a coprire il 40% del fabbisogno elettrico della Germania la rete di distribuzione dell’energia non collasserebbe anche senza nuovi sistemi di accumulo. E con piccoli interventi potrebbe persino arrivare al 50% di rinnovabili. I calcoli li ha fatti la prestigiosa associazione tedesca VDE, che con i suoi 34 mila iscritti è la maggiore associazione di ingegneri in Europa.

Secondo la VDE solo se le rinnovabili superano il 40% della generazione elettrica totale iniziano a servire gli accumuli. Ma non solo: sempre secondo gli ingegneri la generazione da nucleare e carbone è incompatibile con le rinnovabili che, in pratica, riuscirebbero a coprire anche il cosiddetto consumo “baseload”. Cioè quello di base, necessario a far stare in piedi la rete elettrica senza black out.

L’intermittenza delle fonti rinnovabili non sarebbe quindi un problema perché con il 40% di energia verde e modestissimi investimenti nello stoccaggio dell’energia la rete tiene in tutti e cinque gli scenari di consumo e produzione ipotizzati da VDE. E il costo dell’energia crescerebbe al massimo del 10%, nello scenario peggiore.

A questo punto, però, c’è da chiedersi con quale fonti verrà sostituita l’energia prodotta oggi dal nucleare quando sarà terminato il programma di smantellamento delle centrali atomiche già avviato in Germania. La risposta è nel gas naturale. Rinnovabili al 40%, cogenerazione da biomassa e metano per il restante 60% con piccoli accumuli sufficienti a mantenere l’equilibrio del sistema.

Gli stessi ingegneri di VDE, però, ammettono che salire dal 40% all’80% di rinnovabili, cioè all’obbiettivo che la Germania si è data per il 2050, e poi al 100% costerà molto di più. Perché con l’80-100% di energia verde di accumuli ne servono molti di più e il prezzo dell’energia potrebbe schizzare in alto del 19%. Anche se va ammesso anche che è difficile prevedere oggi quanto costeranno gli accumuli nel 2050, visto che la tecnologia è ancora tutta da sviluppare.

Ma la sostanza non cambia e, tecnicamente, la Germania può vivere senza nucleare e senza carbone se permette la crescita di fotovoltaico, eolico e biomasse che, da sole, possono coprire i consumi di base lasciando al gas naturale la copertura dei picchi di domanda. Uno scenario quasi opposto alla situazione attuale, che molti studiosi hanno ritenuto impossibile fino a oggi, ma che fa il paio con l’inaugurazione della seconda condotta del gasdotto diretto tra Russia e Germania Nord Stream. Inaugurazione avvenuta poche ore fa, portando il flusso di gas tra i due paesi a 55 miliardi di metri cubi l’anno.

, VDE

10 ottobre 2012
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cosimo, mercoledì 10 ottobre 2012 alle11:02 ha scritto: rispondi »

mah! sti signori si sono "dimenticati" che l'energia eolica si produce al Nord della Germania mentre i consumi sono nel SUD e che vari organi governativi hanno avvisato il governo che se non tira fuori decine di miliardi di euro per nuove linee di trasmissione elettrica.. l'energia non si riesce a trasferirla.. infatti (successivamente)  ho sentito parlare di rallentamenti del programma dei parchi eolici tedeschi nel mar del nord

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