Il report “Trends and projections in Europe 2014″, pubblicato dalla European Environment Agency (EEA), svela che sul fronte dell’efficienza energetica e delle energie rinnovabili l’Italia sta procedendo a passo spedito verso gli obiettivi per il clima fissati dall’Unione Europea per il 2020.

Il nostro Paese entro quella data dovrebbe infatti riuscire a coprire il 17% dei consumi di energia elettrica con fonti pulite. Un target facilmente raggiungibile considerando che già nel 2012 abbiamo varcato la soglia del 12%. In Europa la fetta di energia rinnovabile nel 2012 ha coperto il 14% del consumo finale.

Se dal lato delle rinnovabili l’Italia ha innestato una marcia veloce, dal lato della riduzione delle emissioni di CO2 il Belpaese procede ancora a rilento. Lo scorso anno le emissioni climalteranti dei settori non-Ets hanno raggiunto la quota di 278,3 milioni di tonnellate. Al tasso di riduzione attuale, entro il 2020 le emissioni ammonteranno a 269,9 milioni di tonnellate, non consentendoci di centrare gli obiettivi previsti dall’UE.

L’Unione ha obiettivi ancora più ambiziosi per il 2050: tagliare dell’80-95% le emissioni di gas serra degli stati membri. Nessun Paese può dunque restare indietro e procedere a un’andatura così lenta. Come sottolinea la EEA nel suo rapporto:

Le proiezioni attuali per il 2030 indicano la necessità di ulteriori sforzi a livello nazionale e continentale, affinché l’UE riesca a tenere testa ai nuovi obbiettivi definiti per il 2030, oltre a quelli a più lungo termine per la decarbonizzazione del sistema energetico e la riduzione delle emissioni di gas a effetto serra.

Al di là della situazione dei singoli Paesi, l’Unione Europea entro il 2020 riuscirà a ridurre del 21% le emissioni di gas serra rispetto ai livelli fatti registrare nel 1990, superando l’obiettivo comunitario fissato al 20%.

Se l’Italia può ancora farcela a centrare i suoi obiettivi per la riduzione delle emissioni di gas serra, ricorrendo a misure aggiuntive, la Germania difficilmente riuscirà a raggiungere i target comunitari, sia sul fronte dei tagli alla CO2 che su quello dell’efficienza energetica.

Hans Bruyninckx, direttore esecutivo dell’EEA, commenta i dati del report mostrando un cauto ottimismo:

Nonostante la recessione economica degli ultimi anni, osserviamo come le politiche e le misure adottate stiano mostrando i propri effetti e abbiano svolto un ruolo chiave nel raggiungimento di questo esito intermedio. Tuttavia, non c’è spazio per il compiacimento. L’analisi che stiamo pubblicando oggi evidenzia anche Paesi e settori in cui il progresso è stato più lento del previsto.

30 ottobre 2014
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EEA
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