Si è mostrato molto ottimista il ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera, durante il question time di ieri sugli obiettivi europei sul clima e le rinnovabili, il famoso 20-20-20. Secondo Passera, supereremo abbondantemente la quota del 20% di energia prodotta da fonti rinnovabili entro il 2020: ci arriveremo a cavallo tra quest’anno e il prossimo, con otto anni di anticipo.

Nel 2020, invece, l’energia rinnovabile prodotta in Italia potrebbe toccare il 32-35% del totale. Passera, poi, ha ribadito che il Governo ha fatto la sua parte nel predisporre i due decreti necessari a governare questo cambiamento energetico: il Quinto Conto Energia per il fotovoltaico e il decreto rinnovabili elettriche per tutte le altre fonti che producono elettricità verde.

I due decreti, però, sono ancora all’esame della Conferenza unificata Stato-Regioni-Enti locali perché i governatori, i presidenti delle Province e i sindaci hanno fortissimi dubbi su entrambi. Passera, tuttavia, non sembra aprire ad alcun cambiamento e passa la palla:

Abbiamo varato due schemi di decreti interministeriali, rispettivamente per il fotovoltaico e per le fonti rinnovabili diverse dal fotovoltaico che sono al parere della Conferenza unificata, quindi abbiamo fatto il nostro lavoro e attendiamo il ritorno, e che prevediamo di emanare nelle prossime settimane

Regioni, Province e Comuni sperano, invece, che il Governo faccia diversi passi indietro su vari punti dei decreti. La posizione degli enti locali è molto vicina a quella delle associazioni di categoria delle rinnovabili, che temono un crollo del mercato se verranno confermati i tagli agli incentivi e l’aumento vertiginoso della burocrazia necessaria ad ottenerli.

31 maggio 2012
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