L’Italia non sta rispettando le direttive comunitarie che disciplinano l’autoconsumo di energie rinnovabili e la promozione delle fonti pulite. A richiamare il Governo sul rischio di una procedura d’infrazione europea è stata una recente interrogazione parlamentare presentata dai senatori del Movimento 5 Stelle Girotto e Castaldi.

I parlamentari pentastellati fanno notare che in Italia l’Autorità per l’Energia classifica come sistemi di distribuzione chiusi gli impianti energetici condivisi da più utenti come quelli realizzati negli aeroporti, negli ospedali e nei centri commerciali. A differenza dei sistemi efficienti di utenza, gli SDC necessitano di una subconcessione per poter essere realizzati e mancano di una normativa dedicata.

Questo vuoto burocratico di fatto ostacola la realizzazione di nuovi impianti alimentati da fonti rinnovabili, incentivando i produttori a immettere l’energia pulita in rete anziché consumarla sul posto.

L’interrogazione parlamentare del Movimento 5 Stelle richiama il Governo su due importanti conseguenze dell’attuale legislazione in materia di rinnovabili in autoconsumo: la mancata integrazione di impianti rinnovabili sia negli edifici di nuova realizzazione che nei grandi progetti di ristrutturazione del patrimonio immobiliare esistente.

Una situazione che contrasta apertamente con le direttive dell’Unione Europea, volte a incentivare la realizzazione di nuovi impianti alimentati da fonti rinnovabili in tutti gli edifici, soprattutto quando si tratta di infrastrutture di pubblica utilità come ospedali e aeroporti.

Il Movimento 5 Stelle ricorda al Governo che per ridurre le emissioni di gas serra e centrare gli obiettivi sul clima comunitari è fondamentale sostenere la transizione verso un’edilizia verde, capace di migliorare l’efficienza energetica del patrimonio immobiliare italiano:

È necessario istituire misure volte ad aumentare il numero di edifici che non solo rispettano i requisiti minimi vigenti, ma presentano una prestazione energetica ancora più elevata, riducendo in tal modo sia il consumo energetico sia le emissioni di biossido di carbonio. A tal fine il Governo dovrebbe elaborare un piano nazionale volto ad aumentare il numero di edifici a energia quasi zero.

Girotto e Castaldi chiedono al Presidente del Consiglio Matteo Renzi di fare al più presto chiarezza. Entro il 30 settembre 2015 molti operatori, impossibilitati a collegare i SEU a un SDC, si vedranno costretti a disconnettersi dalle reti alimentate in autoconsumo.

13 luglio 2015
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I vostri commenti
lui la plume, lunedì 13 luglio 2015 alle20:55 ha scritto: rispondi »

È ora di finirla col favorire baracconi capaci dolo di far quattrini sfruttando idee ed iniziative del secolo scorso. Si è votato per eliminare i monopoli .... che si aspetta a rispettarli? .

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