Gli investimenti dell’industria italiana nelle energie rinnovabili nel 2015 hanno fatto segnare una crescita record, attestandosi a quota +31% rispetto al 2014, per un totale di 10 miliardi. Le operazioni lo scorso anno sono state 140 per un totale di 6.231 MW, dovuti per il 51% alle acquisizioni esterne.

I nuovi progetti hanno raggiunto una potenza di 2.402 MW per un totale di 3,77 miliardi di investimenti. Ben due terzi delle operazioni sono state effettuate sui mercati esteri. Il 46% degli investimenti si deve ai primi dieci player per potenza. È la fotografia scattata dal rapporto annuale del think tank IREX stilato dall’istituto di analisi Althesys. Lo studio dal titolo “La trasformazione dell’industria italiana delle rinnovabili tra integrazione e internazionalizzazione” è stato presentato oggi a Roma dal Ceo di Althesys Alessandro Marangoni.

Dal rapporto emerge il ruolo determinante dell’eolico nella crescita del mercato delle rinnovabili italiano. Nel 2015 il settore ha attirato 2,4 miliardi di euro di investimenti, di cui solo il 25% nel territorio nazionale. La taglia media dei nuovi impianti installati si è attestata sui 20 MW.

I nuovi investimenti sono stati trainati anche dal settore dell’efficienza energetica grazie allo sviluppo del mercato dei sistemi di accumulo, dei sistemi vehicle-to-grid e delle smart grid. Le operazioni nel 2015 hanno rappresentato una fetta del 17% del totale a fronte del 5% registrato nel 2014. Il fotovoltaico e le biomasse nel 2015 hanno invece registrato un rallentamento. Le operazioni nel fotovoltaico sono in calo del 35% rispetto al 2014 per un totale di 359 MW.

La potenza mappata delle biomasse è scesa del 56%. I settori più in sofferenza sono quelli del biogas e del biometano, che stanno pagando, secondo il rapporto, un prezzo alto a causa delle attuali normative. Bene invece l’idroelettrico, che ha attirato investimenti per 401 MW soprattutto sui mercati esteri.

Gli analisti rivelano che i mercati più interessanti per le aziende italiane nel 2015 sono stati l’Africa e il Sud America. Nei Paesi del Centro e del Sud America sono state effettuate il 28% delle operazioni estere per un totale di 1.604 MW di potenza. L’Africa nel 2015 ha assorbito il 20% delle operazioni per una potenza di 1.357 MW.

L’Europa non è tra i mercati più promettenti per il settore delle rinnovabili italiano. Le migliore prospettive di sviluppo nei prossimi anni si avranno nelle economie emergenti come il Brasile e l’India e nelle grandi potenze come il Giappone e gli Stati Uniti.

Per il mercato elettrico italiano secondo gli esperti si prospetta un futuro all’insegna della produzione diffusa con impianti di piccola taglia. Uno scenario che si concretizzerà grazie alla forza innovativa della filiera nazionale. Entro il 2025 la generazione distribuita crescerà ulteriormente con il contributo dei 29 GW raggiunti dal fotovoltaico.

Gli analisti si dicono ottimisti sul livello di maturità delle rinnovabili, ormai tale da riuscire a fronteggiare i picchi di fabbisogno. Come illustra Marangoni le imprese italiane per vincere la sfida della digitalizzazione delle reti elettriche si stanno orientando verso nuovi modelli di business, capaci di coniugare efficienza energetica, energie rinnovabili e soluzioni intelligenti.

21 aprile 2016
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