A pochi giorni dall’inizio dei lavori della COP21 a Parigi l’Agenzia internazionale per le energie rinnovabili invita i leader globali a offrire più sostegno alle fonti pulite. Secondo le stime dell’IRENA gli investimenti nelle energie rinnovabili dovranno triplicare entro il 2030.

L’aumento delle risorse finanziarie destinate allo sviluppo delle energie rinnovabili è una misura essenziale per limitare l’incremento della temperatura globale al di sotto dei 2°C. Questa soglia è stata fissata dall’IPCC come punto di non ritorno per il riscaldamento globale. Un aumento delle temperature superiore ai 2°C causerebbe danni ambientali, economici e sanitari irreversibili.

Il rapporto pubblicato dall’IRENA fissa a quota 36% l’apporto delle energie rinnovabili nel mix energetico globale, il doppio rispetto al 18% registrato nel 2010. Questo obiettivo dovrà essere raggiunto nei prossimi 15 anni per limitare l’impatto dei cambiamenti climatici.

Per riuscire a centrare il target del 36% gli investimenti annuali nelle energie rinnovabili dovranno passare dai 270 miliardi di dollari all’anno del 2014 ai 500 miliardi di dollari all’anno entro il 2020. Dal 2021 al 2030 i fondi destinati alle fonti pulite dovranno subire un’ulteriore impennata, attestandosi sui 900 miliardi di dollari all’anno.

Adnan Amin, direttore generale di IRENA, ha spiegato che l’industria energetica è tenuta a fare di più per mitigare il riscaldamento globale perché è responsabile di oltre 2/3 delle emissioni globali di gas serra. Nei prossimi anni tutti i Paesi dovranno impegnarsi per aumentare la fetta di energie rinnovabili nel mix energetico nazionale.

Gli investimenti nelle fonti pulite dovranno essere accompagnati da un piano di interventi incisivo per aumentare l’efficienza energetica in tutti i settori. Anche se questa transizione è già in corso in molti Paesi per l’IRENA occorre fare molto di più, accelerando il processo di decarbonizzazione per salvare il clima.

Secondo gli analisti il fotovoltaico attrarrà la maggior parte degli investimenti nelle rinnovabili per un totale di 143 miliardi di dollari all’anno. Lo sviluppo delle rinnovabili sarà più marcato in Asia con investimenti annui di 178 miliardi di dollari. A seguire l’Unione Europea a quota 77 miliardi di dollari all’anno e il Nord America a 55 miliardi.

Le regioni che nei prossimi anni conosceranno uno sviluppo record delle fonti rinnovabili saranno l’Africa sub-sahariana, il Medio-Oriente e il Nord Africa. Per centrare gli obiettivi indicati dall’IRENA in queste aree da qui al 2020 gli investimenti nelle rinnovabili dovranno essere da 3 a 6 volte maggiori rispetto al 2014.

Finora però gli investimenti nelle rinnovabili non stanno aumentando quanto dovrebbero per centrare i target fissati dall’agenzia. Per colmare il divario gli analisti invocano programmi di finanziamento pubblici volti a trainare la domanda, coprendo il 15% degli investimenti necessari.

Da qui al 2020 gli investimenti privati dovranno attestarsi sui 133 miliardi di dollari all’anno. Alla COP21 di Parigi i governi dovranno pertanto impegnarsi a garantire maggiore stabilità al mercato delle rinnovabili per riuscire ad attrarre nuovi capitali.

23 novembre 2015
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I vostri commenti
pierluigi.biagioni, lunedì 23 novembre 2015 alle20:05 ha scritto: rispondi »

ok, ma non sarebbe meglio usare i totem per i pannelli fotovoltaici al posto dei moduli a tutto campo ? ed il consumo del suolo ? se fosse suolo avvelenato inoltre, con la luce del sole si rigenerebbe meglio, addirittura seminando girasoli, ad esempio...

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