Integrare in modo efficiente le fonti rinnovabili nel sistema di rete italiano potrebbe mettere a disposizione 9,5 GW di energia pulita. Lo dimostra uno studio condotto da AssoRinnovabili e Althesys.

Presentato a Roma in occasione del convegno “Ripensare il mercato elettrico: evoluzione industriale e convergenza europea”, lo studio mira a stimolare politiche e strategie per il riassetto del mercato elettrico italiano in vista di una sua transizione verso uno scenario che punti sulle fonti rinnovabili.

Secondo i dati dello studio nel nostro Paese le rinnovabili soddisfano oltre il 30% del fabbisogno elettrico nazionale: 4,4 GW arrivano dagli impianti eolici, 410 MW dal fotovoltaico, mentre i sistemi idroelettrici ad acqua fluente idonei, cioè senza l’uso di dighe, producono in totale 4.6 GW. Si legge nello studio:

Un percorso di riassetto del mercato elettrico che assegni alle rinnovabili un ruolo più strutturale è necessario per conferire maggiore affidabilità e competitività al sistema.

Secondo il report nell’ottica di una piena integrazione delle rinnovabili ai servizi di rete è necessario partire dall’introduzione di regolamenti e dalla trasparenza sulla remunerazione dei servizi. Per ridurre gli oneri di dispacciamento è necessaria inoltre la riduzione dei tempi di chiusura del mercato per avvicinarlo al tempo reale, come già avviene in Paesi come la Germania. Agostino Re Rebaudengo, presidente di assoRinnovabili, ha spiegato:

Qualsiasi revisione del sistema deve fondarsi sul principio basilare di tutela delle condizioni legislative in cui sono stati realizzati gli investimenti esistenti, prevedendo un assetto del mercato equilibrato in tutte le sue componenti in modo da assicurare un’adeguata prosecuzione al naturale percorso di integrazione delle fonti rinnovabili.

Per stabilizzare il mercato e allo stesso tempo aumentare l’integrazione delle fonti rinnovabili uno strumento importante è rappresentato dai contratti a lungo termine. Alessandro Marangoni, CEO di Althesys, ha spiegato:

Allo stato attuale in Italia e in Europa, a differenza del resto del mondo, la regolazione non ne favorisce la diffusione. Per incentivare la loro stipula, anche nel mercato dell’energia, occorrerebbe dunque introdurre meccanismi regolatori che stimolino la domanda a contrattualizzare i propri consumi nel lungo periodo.

26 marzo 2015
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I vostri commenti
vittorio Dallou, venerdì 27 marzo 2015 alle12:17 ha scritto: rispondi »

mi riferisco all'articolo "rinnovabili in Italia potenziale....." Per sottolineare la scarsa informazione di GSE sui contributi e soprattutto sulla mancanza di resoconti cartacei. Vittorio Dallou 11029 Verres AO v.dallou@gmail.com

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