Se in Italia il settore rinnovabili barcolla pesantemente, nel resto del mondo è diventata una delle fonti più redditizie di business.

In Germania la Green Energy per il 2010 ha sfondato quota 17% del totale prodotto (coprendo l’11% del fabbisogno nazionale. Numeri impressionanti se teniamo conto della scarsissima incidenza della produzione idroelettrica) una delle più redditizie storicamente – in queste cifre. Incluse in questo boom, anche ottime svolte occupazionali, con una crescita dell’8% dal 2009 e del 100% dal 2004.

Ancora più interessante il risultato della Spagna. Grazie agli sforzi fatti e ad un periodo particolarmente ventoso l’eolico ha raggiunto nel mese di marzo quota 21% del totale, contro il 19% del nucleare e il 17,5 dell’idroelettrico. E se in totale l’apporto delle rinnovabili è sceso del 6%, la responsabilità è da trovarsi in un minor uso dell’energia idroelettrica.

E se questi dati confermano il trend “verde” europeo, colpisce moltissimo anche la decisione presa dall’Arabia Saudita per cui:

Passare alle rinnovabili non è un lusso ma una necessità.

In questo caso, come molto spesso accade anche da noi, la decisione è tutta “economica”. In un paese che vive di esportazione del petrolio, la crescente richiesta di energia interna devia troppo “oro nero” dall’esportazione. Non è un caso che, purtroppo, accanto alle rinnovabili il paese stia pensando anche al nucleare.

6 aprile 2011
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