Un esempio di transizione energetica molto significativo è quello realizzato nelle isole Hawaii. Le norme prevedono un progetto volto alla totale decarbonizzazione dell’elettricità da raggiungere entro il 2045. Da molto tempo sono stati realizzati degli impianti in grado di sfruttare le energie rinnovabili.

Fino al 2010 questi ultimi riuscivano a soddisfare soltanto il 10% della domanda. Dopo il 2010 la situazione è cambiata e si è avuto un aumento della produzione energetica green immenso, passando in sei anni al 26%.

Fondamentale appare il ruolo del fotovoltaico, che rappresenta la metà della potenza rinnovabile delle Hawaii. Anche per una politica di incentivi, che ha portato all’abbassamento dei prezzi dei moduli ad energia solare, si è avuta una vera e propria corsa che nel tempo ha portato all’installazione di 79 mila impianti solari.

Si calcola che attualmente una famiglia su sei nelle isole Hawaii faccia affidamento sul fotovoltaico per la produzione di energia elettrica. Un dato importante, specialmente se lo mettiamo a confronto con l’1% degli Stati Uniti.

Il fotovoltaico viene sfruttato su larga scala anche per la produzione di acqua calda. Nelle isole Hawaii sono stati installati 80 mila impianti termici e dal 2010 questi ultimi devono essere inseriti in tutti i nuovi edifici.

Le utilities locali inizialmente hanno adottato una posizione difensiva, ma poi si sono aperte anche grazie all’impegno dell’opinione pubblica e a quello dei gruppi ambientalisti. Di recente si è avviata una discussione su una proposta di legge per arrivare ad avere un sistema di trasporti basato sulle rinnovabili.

Nelle Hawaii è stato delineato un vero e proprio percorso verso l’indipendenza energetica. Si conta che si avrà una grande accelerazione soprattutto nei prossimi quattro anni, sfruttando gli incentivi nazionali che già sono stati messi a disposizione.

Entro il 2021 è prevista l’installazione di 717 MW fotovoltaici e di 157 MW eolici. Con tutti questi provvedimenti l’incidenza delle rinnovabili arriverebbe al 52%. Importanti decisioni sono anche quelle che riguardano l’importazione del gas liquefatto, verso la quale il governo locale si è dichiarato spesso contrario per non mettere a rischio l’aumento dello sfruttamento delle energie rinnovabili.

4 agosto 2017
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