Energie rinnovabili per intervenire nel sociale. Questo quanto sostenuto dal GSE, che nel pomeriggio presenterà la terza parte del previsto programma di sviluppo per le fonti pulite “Energie per il Sociale”. Il nuovo piano prevede l’installazione di impianti verdi all’interno di carceri e comunità di recupero.

Energie rinnovabili come sostegno all’ambiente e all’economia, ma anche alla persona e alla cura del disagio. Un progetto che si propone di andare quindi oltre la pur importantissima crescita in termini di approvvigionamento di elettricità e di efficienza energetica. Questo il commento del presidente del GSE, Emilio Cremona:

Ci siamo preoccupati di creare sinergia e condivisione innescando progetti trasversali. Verrà realizzato un ombrellone fotovoltaico con componenti realizzati dai ragazzi di San Patrignano e nasceranno un parco giochi e una fontana solare per il Gaslini realizzati dal gruppo Abele e dai ragazzi del carcere minorile di Nisida.


In merito all’iniziativa è intervenuto anche Don Ciotti, fondatore del Gruppo Abele:

Nelle nostre cooperative c’è un 30% di persone che hanno avuto esperienze come il carcere o la tossicodipendenza. E a tutti vogliamo offrire non solo un sostegno ma anche un lavoro utile. Ad esempio con l’energia pulita che fa parte di un progetto di educazione a stili di vita più maturi.

Investire sulle energie rinnovabili significa investire sul futuro, sulla salute, su stili di vita più rispettosi dell’ambiente. Lo hanno capito in molti: il 95% dei Comuni produce energia da fonti rinnovabili. Ora c’è bisogno di un piano di sviluppo di lungo periodo.

14 maggio 2012
Fonte:
Lascia un commento