Le energie rinnovabili in diversi Paesi e regioni del mondo sono già più competitive delle fonti fossili. A determinare il sorpasso storico avvenuto in alcuni mercati energetici hanno contribuito diversi fattori concomitanti: i continui progressi tecnologici dell’eolico e del fotovoltaico; il calo dei costi e gli incentivi destinati alle fonti pulite; le tasse sul carbonio e la progressiva perdita di consenso e di investimenti del settore dei fossili.

Il petrolio, il gas e il carbone comportano dei costi nascosti per l’ambiente e per la salute pubblica che li rendono decisamente meno convenienti delle fonti rinnovabili.

Anche le tecnologie fossili più pulite e avanzate non riescono a competere con le energie rinnovabili. Lo dimostra chiaramente l’asta fotovoltaica lanciata di recente in Cile, in cui l’energia solare è stata aggiudicata alla metà del prezzo dell’elettricità generata da una moderna centrale a carbone. Il fotovoltaico in Cile ha raggiunto un costo complessivo di 3 centesimi di dollaro per kWh, un LCOE inferiore fino a 4-5 volte quello registrato in altre centrali solari.

L’oscillazione dei costi delle rinnovabili è determinata da diversi fattori: dalla disponibilità più o meno abbondante di risorse naturali agli anni di vita dell’impianto. Secondo un recente report redatto dal think tank finanziario Carbon Tracker eolico e fotovoltaico sarebbero già più competitivi di gas e carbone, a prescindere da queste variabili. Per gli esperti il divario di competitività tra rinnovabili e fossili è destinato ad aumentare nei prossimi anni.

La ragione di questo sorpasso è da ricercare nei fattori di carico minori e nella durata della vita inferiore degli impianti fossili. Le centrali termoelettriche lavorano e lavoreranno a regimi sempre più bassi. L’industria energetica non è propensa a prolungare la durata della vita dei vecchi impianti. In Italia le centrali a carbone e a gas già da diversi anni, soppiantate dalle rinnovabili, stanno operando per un numero inferiore di ore. Il fattore di carico sta crollando anche nel resto d’Europa.

Gli analisti di Carbon Tracker hanno delineato tre scenari. Il primo dal titolo “Reference 2016” calcola i costi delle rinnovabili utilizzando i metodi tradizionali. Il secondo “Updated 2016” tiene invece conto dei nuovi parametri citati sopra. Infine lo scenario “2020 2D” considera anche le strategie globali contro i cambiamenti climatici.

Gli esperti di Carbon Tracker assumendo un fattore di carico del 59% e del 38% per il carbone e per il gas spiegano che le rinnovabili hanno già battuto le fonti fossili. Un sorpasso ancora più importante perché il calcolo non ha tenuto conto degli incentivi e del costo della CO2, fissato a 5 dollari a tonnellata.

Da qui al 2020 anche se il costo dei fossili dovesse calare le rinnovabili avrebbero costi di investimento più bassi. Per quella data il fotovoltaico avrà un LCOE di 6 $/MWh, mentre l’eolico avrà un LCOE di 15 $/MWh. Valori nettamente inferiori agli LCOE medi di gas e carbone, pari rispettivamente a 16 e 38 $/MWh.

16 settembre 2016
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