La notizia è stata rilanciata da quasi tutti i media di settore, unita molto spesso alle parziali smentite ed alle precisazioni. In effetti, è un dato che in prima analisi desta stupore: nel primo trimestre del 2011 abbiamo assistito ad un netto calo di investimenti globali nel campo della produzione energetica da fonti rinnovabili.

Dunque, nonostante i tanti discorsi sui prossimi investimenti cinesi – o brasiliani -, la verità sarebbe quella di un mercato in declino? In realtà, i dati visti con occhio “intelligente” parlano di una piccola crescita, che diventa sensibile in Europa. Il dato generale risulta, però, turbato dal grande investimento fatto a fine 2010 dalla Ecopetrol: 18 miliardi di dollari sul “bio-petrolio”. Con questa premessa era davvero difficile immaginare una crescita complessiva in questi primi mesi del 2011. Escludendo questo dato, il rapporto fra i due periodi si attesterebbe a 40 miliardi di dollari investiti nell’ultimo trimestre del 2010 e 42 miliardi nel primo del 2011. Appunto una crescita lieve, ma di sicuro non una perdita.

Nel Vecchio Continente, come anticipato, la crescita si attesterebbe poi ad un +9 miliardi di dollari. Cifra che comincia ad essere considerevole.

Dunque, a prescindere dai titoli sensazionalisti che girano per la rete, la verità è che il 2011 si prospetta come un anno di forte crescita per tutti i settori in questione: dal fotovoltaico, all’eolico, fino all’idroelettrico ed alle biomasse. Motori economici di questo boom, dovrebbero essere: Cina, Canada, USA, India, Germania e Regno Unito. Di questo, almeno, sono convinti gli esperti di Global Data, l’agenzia responsabile della pubblicazione di tutti questi dati.

Dispiace vedere ancora una volta il nostro Paese escluso dalla lista dei maggiori investitori.

22 luglio 2011
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