Le energie rinnovabili stanno crescendo in tutto il mondo sempre di più. Nel 2014 il 59% della nuova potenza elettrica mondiale installata proveniva da fonti pulite. Anche negli Stati Uniti stanno avendo grande successo, tanto da essere diventate competitive anche se dovessero venir meno i sussidi dello Stato.

A sostenerlo è il Segretario USA all’Energia Ernest Moniz, che ha alle spalle una preparazione da fisico nucleare. Egli sottolinea come i prezzi di solare ed eolico si siano abbassati negli ultimi anni fino a far raggiungere loro, in termini di competitività, i livelli di fonti fossili come il gas naturale.

Moniz ritiene che il prezzo dell’energia elettrica prodotta da pannelli solari posti sul tetto degli edifici potrebbe arrivare presto ai 6 centesimi di dollaro per kWh. Mentre un rapporto riguardante l’energia eolica, pubblicato all’inizio di agosto da parte del Dipartimento dell’Energia statunitense, mostra come i prezzi siano passati dai 7 centesimi/kWh del 2009 ai 2,35 centesimi/kWh del 2014. Un calo davvero drastico che promette di proseguire.

Le proiezioni realizzate prevedono che entro il 2040 la competitività dell’energia eolica nei confronti del gas naturale sarà totale, ma sta già iniziando una fase in cui fonti rinnovabili e fossili possono essere messe sullo stesso piano, almeno dal punto di vista economico. In tal modo i vantaggi che portano le fonti pulite raggiungono un valore ancora più elevato.

Proprio per questo, come sostiene anche l’American Wind Energy Association, tutto ciò non significa che debbano essere tolte le sovvenzioni, anzi,l’amministratore delegato del gruppo Tom Kiernan ritiene che:

L’energia eolica è sempre più a costi competitivi in varie parti degli Stati Uniti, ma abbiamo bisogno di stabilità, di una politica prevedibile per continuare a portare questo beneficio per il consumatore in ogni angolo del Paese.

2 settembre 2015
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