Nel 2018 le fonti rinnovabili copriranno un quarto del fabbisogno mondiale di energia: a dirlo è l’International Energy Agency (IEA), che ha previsto il surclassamento del gas entro 5 anni, in particolare grazie alla produzione a alla domanda proveniente da Cina e altri Paesi emergenti.

L’agenzia prevede infatti che già entro il 2016 la produzione energetica da rinnovabili supererà quella non solo il gas, ma doppierà anche il nucleare, guadagnando il secondo posto nel mix energetico mondiale dopo il carbone. Dall’attuale 20% le fonti pulite diventeranno nel 2018 il 25% del mix.

In particolare, saranno i Paesi in via di sviluppo ancora esclusi dell’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE) a rappresentare i due terzi della crescita globale, con Africa e Asia in testa. La Cina sta conoscendo una crescita particolarmente rapida grazie al sostegno governativo e all’accesso facilitato ai capitali: prevede di rinforzare le sue capacità energetica da rinnovabili di 750 TW/h tra il 2012 e il 2018. Sempre per il 2018, secondo la IEA, Gli Stati Uniti prevedono di aumentare la loro quota di energia da fonte pulita a 150 TW/h, il Brasile a 130, l’ India a 95, mentre la Germania aumenterà la sua capacità fino a 70 TW/h. Saranno però le piccole economie emergenti a fare i maggiori passi avanti nei prossimi 5 anni, Marocco e Sud Africa in testa.

Secondo l’agenzia molto dipenderà però da decisioni politiche e regolamenti governativi: l’instabilità sulle strategie da applicare alle rinnovabili può ostacolare investimenti e crescita del settore. Negli Stati Uniti, ad esempio, i cicli “boom and bust” sono di ostacolo allo sviluppo delle fonti rinnovabili, in particolare di quelle eoliche. Van der Hoeven, presidente IEA, citando le incostanti politiche sugli incentivi made in USA, ha sottolineato quanto sia “l’incertezza politica il nemico pubblico numero uno della stabilità energetica”.

Proprio per questo, secondo la IEA, gli investimenti globali nelle fonti verdi sono stati in calo del 12% nel 2012: le previsioni dell’agenzia, infatti, saranno valide solo se i governanti decideranno di stabilizzare le loro politiche, partendo proprio dagli USA, dove Barak Obama ha appena illustrato il nuovo piano per ridurre le missioni di carbonio e aumentare la produzione da energie rinnovabili.

27 giugno 2013
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