L’ENI ha annunciato l’installazione di oltre 220 MWp di nuova capacità rinnovabile nelle aree industriali dismesse inutilizzabili per altri scopi. L’impegno di spesa del colosso energetico per il progetto Italia sarà di 230 milioni di euro spalmati da qui al 2022. ENI ha già individuato oltre 400 ettari di terreni nelle aree industriali Syndial in cui installare impianti fotovoltaici, impianti a biomassa e centrali solari a concentrazione. La società dispone complessivamente di 4 mila ettari di terreni bonificati.

I primi 5 progetti, per una potenza installata di 70 MWp, verranno realizzati ad Assemini, Porto Torres, Manfredonia, Priolo e Augusta. La fase 2 del progetto Italia prevede l’installazione su terreni industriali di altri 150 MWp di potenza da fonti rinnovabili. Le Regioni coinvolte nel piano saranno 6: Liguria, Sardegna, Sicilia, Calabria, Puglia e Basilicata.

L’operazione avviata dall’ENI mira a consolidare il ruolo della società nel mercato italiano delle energie rinnovabili e a rilanciare l’occupazione recuperando allo stesso tempo i siti industriali dismessi.

Nel corso di una conferenza stampa svoltasi ieri a Palazzo Chigi, in cui Renzi ha presentato il nuovo decreto sulle FER non fotovoltaiche, l’amministratore delegato dell’ENI Claudio Descalzi ha annunciato che il progetto Italia partirà a inizio 2017 con la realizzazione di due progetti in Sicilia, due in Sardegna e uno in Puglia.

Nel corso del suo intervento Descalzi ha annunciato che il gruppo complessivamente investirà nel progetto della durata stimata di 2 anni e mezzo tra i 700 milioni e un miliardo di euro. L’ENI si è detta interessata a collaborare con altri soggetti tra cui l’ENEL, per siglare una joint venture:

Stiamo parlando con Francesco Starace e con chi altro è disponibile per fare una joint venture su questi terreni.

La proposta è stata accolta con favore dall’ad dell’ENEL:

È una buona idea e siamo pronti a lavorare con loro. Più che di una joint venture si tratta di schemi di collaborazione.

Anche Terna ha offerto il suo sostegno all’ENI per realizzare il progetto Italia:

Stiamo monitorando i siti in cui l’ENI intende allestire gli impianti di energia rinnovabile per gli allacciamenti e per accompagnare sviluppi importanti per il Paese.

24 giugno 2016
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Romano Giulianetti, lunedì 27 giugno 2016 alle16:11 ha scritto: rispondi »

L'aumento della produzione delle FER è condizionato dallo sviluppo tecnico ed economico degli accumuli e quindi dal costo di gestione dell'accumulo dell'energia non programmabile in esubero delle FER. Il costo finale di tale energia deve essere confrontato con quello delle fossili nel Mercato elettrico del Giorno Prima MGP Nella valutazione deve essere esaminato lo sviluppo delle auto elettriche che si comportano come un grande accumulo distribuito sul territorio contemporaneo agli accumuli domestici del fotovoltaico ed agli altri accumuli. L'Autorita' per l'Energia deve, a mio avviso, studiare tutti i costi dell'energia delle FER in esubero e, quando sarà inferiore alle fossili, proporre la tariffa per stimolarne il consumo. Basta un segnale in rete per autorizzarne il prelievo quando esiste l'esubero. Ricordo che negli USA Tesla svilupperà altre alle auto elettriche anche gli accumuli domestici.

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