Entro la fine dell’anno l’ENI approverà sei investimenti nelle energie rinnovabili che aumenteranno di 150 MW la potenza totale installata del colosso energetico. I nuovi impianti entreranno in funzione entro il 2018. Ad annunciarlo è stato l’ad Claudio Descalzi nel corso di un intervento al meeting della comunità finanziaria, svoltosi nei giorni scorsi a Parigi.

L’incontro è stato organizzato per presentare la strategia ambientale e sociale del gruppo. L’amministratore delegato ha sottolineato il ruolo determinante dell’industria energetica nella lotta ai cambiamenti climatici. Secondo Descalzi per poter contenere l’aumento delle temperature globali al di sotto dei 2°C e soddisfare al contempo la richiesta di energia in aumento, bisogna necessariamente modificare l’attuale mix energetico. Un cambio di strategia che non può più aspettare:

Non sarà possibile soddisfare la crescente domanda di energia e diffonderne l’accessibilità con l’attuale mix energetico, tenendo conto che il mondo ha già saturato i 2/3 della capacità complessiva di assorbimento di CO2 da parte dell’atmosfera.

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La svolta dell’ENI in Italia si è tradotta nel “Progetto Italia”, che mira a utilizzare le aree industriali dismesse della compagnia per costruire nuovi parchi energetici alimentati da fonti rinnovabili. I nuovi impianti, in gran parte fotovoltaici, verranno realizzati su terreni di scarso valore, abbattendo il consumo di suolo agricolo e di aree naturali. I 15 progetti elaborati verranno portati a termine entro il 2022, aggiungendo 220 MW alla potenza rinnovabile installata dalla compagnia in Italia.

L’ENI sta investendo nelle energie rinnovabili anche all’estero. I progetti avviati in Pakistan, in Egitto e in Algeria, da ultimare entro il 2018, aggiungeranno una capacità complessiva di 160 MW.

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Per decarbonizzare le sue attività l’ENI ha inoltre avviato un percorso di cooperazione e sviluppo nei Paesi in cui opera, investendo 600 milioni di dollari tra il 2010 e il 2015, per un totale di 4 milioni di persone coinvolte in progetti educativi e sociali. Dall’accesso all’acqua e all’energia alla tutela della salute pubblica, entro il 2019 l’ENI ha intenzione di portare a un miliardo le risorse stanziate per il programma dedicato allo sviluppo sostenibile delle comunità locali.

Descalzi ha illustrato gli obiettivi già raggiunti in 11 Paesi in via di sviluppo per garantire un migliore accesso all’acqua a 130 mila persone. Il programma educativo supportato dall’ENI ha offerto un percorso di istruzione e formazione a 90 mila studenti dei Paesi in via di sviluppo, dal Mozambico al Congo.

Sul fronte della riduzione delle emissioni di CO2 negli ultimi sei anni l’ENI ha ridotto le emissioni dirette del 28%. Gli obiettivi fissati per il 2025 prevedono l’abbattimento totale delle emissioni da gas flaring e il taglio del 43% delle emissioni per barile.

Descalzi ha plaudito alla recente decisione dell’OPEC di ridurre la produzione di petrolio. Il colosso energetico sposerà questa linea, puntando sul gas nella fase di transizione verso le energie rinnovabili e sostenendo la ricerca di nuove tecnologie pulite più efficienti. Per decarbonizzare i suoi investimenti il gruppo sta inserendo nel portafoglio un numero sempre maggiore di progetti a basso impatto.

3 ottobre 2016
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I vostri commenti
Pescespada Trafitto, martedì 4 ottobre 2016 alle8:44 ha scritto: rispondi »

Questi grandi manager si svegliano sempre tardi. Invece di pensare a chiudere impianti e disfare la chimica cerca di impostare una ricerca sulle batterie e fare una fabbrica!

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