L’International Energy Agency nella sua ultima analisi sugli scenari energetici globali riporta dati incoraggianti sulla produzione di elettricità da fonti rinnovabili. Il report “World Energy Outlook 2015″ rivela che le energie rinnovabili nel 2014 hanno alimentato il 50% delle nuove centrali elettriche realizzate in tutto il mondo.

Secondo gli analisti dell’IEA questi dati sono un chiaro segnale della massiccia transizione energetica verso le fonti rinnovabili in atto in decine di Paesi. Gli esperti spiegano che il sorpasso delle rinnovabili sui fossili è vicino. Entro il 2030 l’energia rinnovabile, che oggi è la seconda fonte di elettricità dopo il carbone, potrebbe scalzare i combustibili fossili. Entro il 2040 la quota di elettricità prodotta dal carbone si ridurrà ulteriormente grazie soprattutto alla transizione energetica verso le rinnovabili in corso in Cina.

Alla luce di questi dati Fatih Birol, direttore esecutivo dell’IEA, sostiene che non ha più molto senso parlare di un mercato di nicchia quando ci si riferisce alle energie rinnovabili:

L’energia rinnovabile è già diventata un combustibile tradizionale. Il 60% dei nuovi investimenti nel settore energetico è indirizzato verso le fonti rinnovabili.

Birol ha poi criticato i sussidi governativi alle fonti fossili. I combustibili fossili hanno ricevuto fondi per 490 miliardi di dollari nel 2014. Il direttore esecutivo dell’IEA parla di concorrenza sleale. L’IEA ha analizzato l’andamento dei prezzi del petrolio nei prossimi anni. Gli investimenti nell’industria petrolifera caleranno del 20% nel 2015. Secondo le proiezioni entro il 2020 il costo del greggio passerà dagli attuali 50 dollari al barile a 80 dollari.

Molti progetti sono stati accantonati negli Stati Uniti, in Canada, Russia e Brasile a causa degli alti costi e dei rischi. Molte compagnie petrolifere però potrebbero decidere di riavviarli se i prezzi del petrolio torneranno a salire come previsto, garantendo profitti più elevati alle lobby dei combustibili fossili.

Anche se il prezzo del petrolio resterà al di sotto dei 50 dollari a barile si correranno dei rischi perché il mercato globale dipenderà per il 75% dalle importazioni dal Medio-Oriente, un’area scossa da guerre civili e tumulti che non può garantire stabilità alla fornitura di energia. Come ha spiegato Birol:

Non è il momento di rilassarci. Ora che i prezzi del petrolio sono bassi è tempo di agire e rafforzare la nostra capacità di affrontare le sfide future.

L’IEA spiega che la crescita delle energie rinnovabili sarà determinante per la riduzione delle emissioni di gas serra. Occorre accelerare ulteriormente per riuscire a contenere l’aumento delle temperature al di sotto dei 2°C perché ai ritmi attuali non sarà possibile limitare il riscaldamento globale sotto i 2,7°C.

L’IEA avverte che bisogna monitorare soprattutto il Sud-Est asiatico perché si tratta dell’unica regione in cui la richiesta di carbone è in crescita.

Greenpeace International ha commentato i dati dell’IEA spiegando che le energie rinnovabili possono arrivare a coprire il 100% della produzione di elettricità entro il 2050. L’agenzia ha replicato alle osservazioni degli ambientalisti sottolineando di aver sempre effettuato stime corrette sulle fonti rinnovabili, basate sulle politiche governative in vigore a sostegno delle energie pulite. L’IEA si è impegnata a rivedere le sue stime già l’anno prossimo se i governi dovessero adottare strategie energetiche maggiormente favorevoli per le fonti rinnovabili.

11 novembre 2015
Fonte:
Immagini:
Lascia un commento