Rinnovabili ed efficienza energetica: nuovi obiettivi UE fissati al 32%

Fissati al 32% i nuovi obiettivi europei su rinnovabili ed efficienza energetica. Al termine di un lungo confronto da Consiglio, Parlamento e Commissione UE le istituzioni comunitarie hanno approvato un innalzamento dei target al 2030, passando dal precedente 27 all’attuale 32%. Un incremento che seppure inferiore a quanto richiesto tra gli altri da Coordinamento FREE e ANEV ha riscosso il favore delle associazioni di settore.

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Positivo e decisivo secondo l’Associazione Nazionale Energia del Vento l’intervento del ministro per il Lavoro e lo Sviluppo Economico Luigi di Maio, che nei giorni scorsi aveva ribadito con forza l’intenzione italiana di puntare all’obiettivo 35% per rinnovabili ed efficienza energetica. Come dichiarato in un comunicato ANEV:

Preoccupa viceversa il mancato accordo su un parallelo adeguamento anche dell’incremento dell’efficienza energetica che, agendo sui consumi finali, agevola il conseguimento dei nuovi, più impegnativi target per le rinnovabili.

È necessario adesso che il Governo Italiano, con la stessa incisività, dia un impulso concreto a quanto stabilito dall’Europa, adottando quei provvedimenti che consentano di incrementare lo sviluppo delle Rinnovabili in linea con gli impegni assunti. Sono infatti necessari e urgenti gli atti concreti, la cui mancanza ad oggi non ha consentito di realizzare i necessari investimenti.

=> Leggi l’appello di Greenpeace per obiettivi più ambiziosi per le rinnovabili e il clima

Sull’accordo UE per l’innalzamento degli obiettivi al 2030 per le rinnovabili è intervenuto anche il ministro dell’Ambiente Sergio Costa, che ha commentato positivamente le nuove disposizioni:

È una buona notizia l’accordo tra le istituzioni europee sulla nuova direttiva rinnovabili, che aggiorna il quadro normativo al 2030 e riconosce per la prima volta il diritto dei cittadini di partecipare alla rivoluzione energetica in corso nell’ottica dell’abbattimento delle emissioni.

Finalmente i cittadini europei potranno diventare produttori di energia e questo cambierà il modello produttivo energetico. Vogliamo rafforzare la filiera e provare a colmare le lacune degli ultimi anni per consentire alle imprese italiane di svolgere un ruolo più rilevante nella competizione internazionale con soluzioni tecnologiche innovative.

Più critica è però la posizione espressa da Greenpeace secondo Sebastian Mang, consulente energia di Greenpeace UE, che ha dichiarato:

Questo accordo riconosce per la prima volta il diritto dei cittadini di partecipare alla rivoluzione energetica in Europa e abbatte alcune grandi barriere che frenano la lotta al cambiamento climatico. Tutto ciò garantisce alle persone e alle comunità un maggiore controllo sull’energia che utilizzano, mettendole in condizione di partecipare alla crescita delle rinnovabili e di sfidare i colossi del settore energetico in tutto il continente.

L’obiettivo di crescita delle rinnovabili fissato al 32 per cento è però troppo basso e permette alle grandi compagnie energetiche di restare ancorate ai combustibili fossili o a tecnologie rivelatesi false soluzioni rispetto al cambiamento climatico.

15 giugno 2018
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