Energie rinnovabili e dissesto idrogeologico non saranno di serie B per il Governo Renzi. Ad affermarlo lo stesso Presidente del Consiglio incaricato in occasione del discorso “a braccio” sostenuto ieri al Senato, durante il quale ha aperto alla presentazione di un piano industriale che comprenda due dei settori chiave della green economy.

Matteo Renzi nel suo discorso sembra voler fugare i dubbi emersi dopo la candidatura a ministro dell’Ambiente di Gian Luca Galletti, uomo politico di lungo corso, ma dalla poca familiarità con incarichi relativi al dicastero che andrà a occupare dopo il presumibilmente scontato via libera della Camera al Governo:

Nel piano per il lavoro che presenteremo a marzo ci sarà una sorta di piano industriale per i singoli settori: sulle energie alternative, intese non semplicemente come il sussidio o l’intervento su un singolo settore, ma come il bisogno di andare a inventarsi nuovi posti di lavoro; sulla chimica verde, sull’innovazione tecnologica applicata alla ricerca, sugli investimenti veri e profondi che si possono fare contro il dissesto idrogeologico in un Paese in cui abbiamo soldi bloccati e fermi, anche per responsabilità delle pubbliche amministrazioni, che gridano vendetta, non soltanto per ciò che stanno vivendo in queste ore il modenese o l’area di Olbia, ma anche per come in questi anni abbiamo dovuto vivere e con il fiatone certe emergenze che potevano essere affrontate in modo molto più semplice.

Necessaria una svolta reale su temi come energie rinnovabili e dissesto idrogeologico che non sono di secondo piano, prosegue Renzi, atteso però nei prossimi mesi alla prova dei fatti:

Davvero abbiamo ancora soldi fermi sulle casse di laminazione ed espansione, quando il mondo che sta cambiando rende così semplice intervenire in questa situazione? Davvero in alcune realtà del Paese ancora non sappiamo chi ha il potere di intervento sugli argini, per l’eccesso di funzioni tra le Regioni, le Province, i Comuni, le autorità d’ambito? Davvero pensiamo che questi siano temi di serie B, di cui non parlare perchè dobbiamo confrontarci soltanto parlando tra di noi delle nostre realtà quotidiane? Come facciamo a non prendere atto che anche su questo tema c’è bisogno di una svolta reale?

25 febbraio 2014
Lascia un commento