Uno studio realizzato dall’istituto di ricerca olandese CE Delft stima che entro il 2050 in Italia 2 cittadini su 5 immetteranno in rete energia rinnovabile divenendo “prosumers”, vale a dire produttori e consumatori “attivi” di elettricità allo stesso tempo. Secondo gli esperti per far sì che questo scenario si realizzi è necessario sostenere l’autoproduzione di energia pulita, snellendo l’iter burocratico per la connessione in rete degli impianti e garantendo canali prioritari alla generazione distribuita.

Proprio in questi giorni il Senato sta discutendo una serie di emendamenti al Ddl Concorrenza decisivi per sbloccare il pieno potenziale dell’autoproduzione di energia rinnovabile in Italia. Gli emendamenti sono stati presentati da diversi gruppi parlamentari: dal Movimento 5 Stelle a SEL.

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I provvedimenti introdurrebbero un sistema legislativo favorevole alla nascita di reti di distribuzione elettriche chiuse alimentate da fonti rinnovabili o impianti di cogenerazione ad alto rendimento. Grazie ai sistemi di distribuzione chiusi noti come SDC più utenti potrebbero collegarsi direttamente a un impianto fotovoltaico.

In caso di approvazione degli emendamenti entrerebbero inoltre in vigore nuove disposizioni per la rimodulazione delle componenti fisse e variabili degli oneri di rete e di sistema. Gli oneri non verrebbero più spostati verso la componente fissa della bolletta, come previsto dalla recente riforma delle tariffe elettriche. In ogni caso i costi di rete e di sistema non potrebbero incidere sulla bolletta oltre il 20-25%. La restante quota sarebbe determinata dai consumi effettivi. Si tratta di una norma fondamentale per premiare i consumatori meno energivori.

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L’associazione per la tutela dei diritti dei consumatori CODICI ha chiesto ai senatori di approvare gli emendamenti per permettere a tutti i cittadini in possesso dei requisiti richiesti di raggiungere l’autosufficienza energetica. L’appello è stato sottoscritto anche da Italia Solare, Greenpeace, Kyoto Club, Legambiente e WWF. In una nota le associazioni sottolineano la portata degli emendamenti:

Qualora venissero accolti, chiunque voglia, ovviamente in presenza delle condizioni, può rendersi autonomo nella produzione e nell’utilizzo di energia. Non ci pare cosa da poco dati i problemi delle imprese e dei consumatori italiani in materia di energia elettrica e bollette, soprattutto dopo il crollo degli investimenti nel settore delle fonti rinnovabili.

Le associazioni denunciano l’attuale chiusura del settore energetico, caratterizzato dal monopolio dei distributori e tutt’altro che aperto alla concorrenza.

Una situazione di stallo che ha portato l’Antitrust a rivolgersi al Governo e al Parlamento per chiedere di sbloccare la realizzazione di nuove reti elettriche private e di incentivare la competizione tra le varie tecnologie di generazione. Ambientalisti e associazioni civiche ricordano al Senato che l’approvazione degli emendamenti apporterà benefici su più fronti: ai cittadini, alle imprese e all’ambiente.

28 settembre 2016
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