È appena uscito il rapporto annuale sulla Green economy mondiale di Bloomberg New Energy Finance. Rivela un quadro per le energie rinnovabili, di crescita globale: si registra una crescita media del 4% in termini di investimenti, con 328,9 miliardi di dollari investiti in totale. Un netto trend in crescita praticamente ovunque tranne che in Europa, dove si rileva invece un calo del 18%.

Tutto questo nonostante il tracollo dei prezzi del petrolio iniziato nel 2015 che renderebbe le fonti fossili molto più convenienti rispetto agli ultimi anni. Gli esperti spiegano nel rapporto come molti Paesi in via di sviluppo si stiano affidando alle fonti pulite per una riconversione energetica e come questa sia una tendenza destinata a continuare:

Solare ed eolico stanno venendo adottati in molti Paesi in via di sviluppo come una parte naturale e sostanziale del mix energetico. Sono spesso più economici, riducono l’esposizione dei Paesi alla fluttuazione dei prezzi dei combustibili fossili e possono essere installati più velocemente per soddisfare la nuova domanda elettrica.

Sarà molto difficile vedere un’inversione di questi trend.

La crescita di cui si parla non riguarda solo gli investimenti, ma anche la capacità installata, che è arrivata nel corso del 2015 a livelli record: 64 gigawatt di potenza dall’eolico e 57 gigawatt dal fotovoltaico.

Se l’estremo oriente e il Sud America da una parte hanno determinato il balzo in alto di queste cifre, dall’altra parte c’è l’Europa, che dopo una prima fase di grande sviluppo, anche grazie a politiche di incentivo che hanno permesso ai Paesi Membri di precorrere i tempi, sta subendo una fase di assestamento.

Durante il 2015 gli investimenti europei sono scesi a 58,5 miliardi di dollari, dei quali 23,4 provengono dal Regno Unito, che li ha aumentati del 24% rispetto al 2014; 10,6 dalla Germania, che li ha ridotti invece nell’ultimo anno del 42% e 2,9 dalla Francia, anche qui segnando un calo del 53%.

La Cina nel 2015 ha investito ben 110,5 miliardi di dollari, facendo registrare un +17% rispetto al 2014. Il Paese sta tentando di slegarsi dal carbone come fonte energetica il prima possibile, puntando soprattutto su eolico e fotovoltaico.

Segue il Giappone con un investimento di 43,6 miliardi, in crescita del 3% rispetto all’anno precedente. L’India con i suoi 10,9 miliardi arriva ad una crescita del 23% e si rivela come uno dei Paesi più promettenti dell’est del mondo.

Seppur con cifre inferiori investite, anche il Sud America rivela buone prospettive: il Messico aumenta i propri investimenti del 114% arrivando ai 4,2 miliardi di dollari, il Cile del 157%, arrivando a investire 3,5 miliardi. Bene anche l’Africa: in Sudafrica le gare internazionali hanno portato nel Paese 4,5 miliardi di investimenti, per una crescita record del +329% e in Marocco si è passati da un impegno praticamente nullo nel 2014 ai 2 miliardi di investimenti nel 2015.

Anche gli Stati Uniti si contrappongono all’Europa: hanno segnato un aumento dell’8% grazie ai 56 miliardi puntati alle rinnovabili nell’ultimo anno. Insomma sembra che il futuro dell’energia sia davvero più verde che mai, forse converrebbe anche al Vecchio Continente riprendere il passo.

18 gennaio 2016
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